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Si assiste globalmente ad un incremento esponenziale dell’innovazione tecnologica nei settori dell’informatica, nanotecnologia, biotecnologia, intelligenza artificiale, automazione, domotica, internet delle cose, robotica e soprattutto ad un ampliamento degli spazi dell’e-commerce, della società dell’informazione, anche nel settore della pubblica amministrazione attraverso l’agenda digitale per l’Italia, il processo telematico, nonché l’e-gov. La tecnologia aumenta la sua portata innovativa in modo esponenziale così come teorizzato dalla legge di Moore che prende in esame le prestazioni dei processori che raddoppiano ogni 18 mesi, rendendo alcune attività umane obsolete nell’arco di brevissimo tempo.

Tutto ciò comporta indubbiamente alla scomparsa del lavoro in molti settori. Secondo uno studio della Oxford Martin School nei prossimi 10-20, a causa del progresso tecnologico, in particolare legato all’intelligenza artificiale scompariranno negli Stati Uniti circa il 47% delle professioni, percentuale che si alza al 50% in Europa, dato elevatissimo che le nuove professioni non saranno in grado di compensare. Secondo lo stesso studio le professioni più a rischio sono: receptionist, commessi, taxisti e autisti, consulenti finanziari etc..

Già oggi assistiamo nel settore dell’intermediazione bancaria e assicurativa una trasformazione dallo sportello fisico a quello virtuale, conti e pratiche assicurative on line sono all’ordine del giorno.

Per non parlare del settore della logistica e della distribuzione. I grandi magazzini sono in buona parte automatizzati, (Amazon ha recentemente sperimentato la consegna del prodotto a domicilio nel raggio di 25km tramite drone). Le casse automatiche oltre ai caselli delle autostrade le troviamo in quasi tutti i centri commerciali, così come i distributori automatici di benzina, distributori di prodotti farmaceutici, alimentari, autolavaggi automatici, biglietterie automatiche e così via.

Un’ulteriore rivoluzione in ambito produttivo è indubbiamente la 3d printing che sta determinando una nuova modalità di produzione e di consumo a livello individuale, con un decentramento produttivo attraverso la stampa del singolo oggetto da parte del consumatore/produttore. Si tratta di uno degli esempi di società open source, ovvero della diffusione del sapere e del saper fare che permette, in questo caso, di bypassare i produttori.

Larry Page, cofondatore e amministratore delegato di Google, alla luce di questi mutamenti in ambito lavorativo ha recentemente avallato nella multinazionale americana una nuova formula di distribuzione dell’orario di lavoro, riconoscendo alla riduzione dell’orario di lavoro il merito di incrementare produttività e migliorare la qualità della vita delle persone. Lo ha seguito a ruota il numero uno della Virgin Richard Branson che sta sperimentando l’abolizione dell’orario di lavoro.

Fenomeno che, seppur in forma diversa si è replicato nel comune di Göteborg, seconda città della Svezia, che ha intrapreso un esperimento coinvolgendo una parte dei dipendenti dell’amministrazione comunale riducendo l’orario di lavoro giornaliero da 8 a 6 ore, ritenendo che tale intervento riduca le assenze per malattia e incrementi la produttività degli impiegati, lasciando inalterato il salario e quindi senza riduzione dello stipendio.

Di tutto ciò si parlerà per la prima volta nella storia parlamentare, con la discussione in commissione Lavoro della Risoluzione n. 7-00449 durante la quale è previsto un ampio ciclo di audizioni. Stay Tuned!