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Passano gli anni, i cittadini sono sempre più poveri e chi governa – sempre fedele all’austerità e a politiche economiche più deleterie e fallimentari – non si degna ancora di introdurre il reddito di cittadinanza. Una forma di sostegno al reddito che, come ho raccontato decine di volte, è [highlight]presente in varie forme praticamente in tutti i paesi d’Europa[/highlight] ad eccezione di Italia e Grecia.

Nel corso della discussione sulla Legge di Stabilità sono tornato a chiedere apertamente che [highlight]il governo Renzi e la maggioranza discutano l’emendamento del Movimento 5 Stelle[/highlight]. Anche perché [highlight]la tanto sbandierata “mancanza di coperture” è una balla vera e propria[/highlight]: come abbiamo sempre detto le coperture ci sono e [highlight]la Ragioneria dello Stato e la Commissione Bilancio le hanno certificate[/highlight]. Il vero problema è la volontà politica!

Perché tutta Europa ha il reddito di cittadinanza? Perché non vedere che la disponibilità rappresentata dal reddito di cittadinanza sarebbe un motore per l’economia italiana e per lo Stato? Assegnare una somma a chi non ne ha significa reimmettere risorse economiche nel mercato, perché [highlight]la spesa[/highlight] dei destinatari [highlight]sarebbe orientata prevalentemente al soddisfacimento di bisogni di prima necessità[/highlight].

Nonostante milioni di poveri certificati, nonostante 11 milioni di cittadini rinuncino a curarsi, nonostante 7 miliardi di euro regalati alle banche e l’evidente fallimento delle politiche economiche e del lavoro, [highlight]l’impressione è che il Governo si ostini a non fare quel poco che sarebbe necessario per aiutare – una volta per tutte – i cittadini italiani[/highlight].

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