653 visite totali,  1 visite oggi

Il Rapporto Migrantes 2017 ha sempre più l’aria di un bollettino di guerra. Sono 124 mila gli italiani espatriati lo scorso anno per cercar fortuna all’estero, in aumento del 15,4%. Di questi, quasi il 40% sono giovani tra i 18 e i 34 anni. Pensate che dal 2006 la mobilità italiana è aumentata addirittura del 60,1%!

Mentre il nostro Paese ha sempre più bisogno di politiche demografiche per contrastare il fenomeno della denatalità e i costi sociali dovuti all’invecchiamento della popolazione, il Governo è immobile dinanzi a questa emorragia.

È inaccettabile che lo Stato italiano spenda miliardi di euro ogni anno per formare i nostri giovani che si trovano invece costretti a emigrare all’estero facendo crescere il “Prodotto Interno Lordo” dei nostri “competitor”.

Quando ci dicono che la disoccupazione giovanile è in diminuzione non ci stanno raccontando la verità, perché quei dati sono drogati dalla precarietà dei contratti e dai giovani che persa ogni speranza se ne vanno dall’Italia. L’unica cosa certa è che tra disoccupati, inattivi e sottoccupati la percentuale sfonda il 50%.

Quindi cosa fare? Sicuramente permettere un miglior ricambio generazionale nei luoghi di lavoro dove la Legge Fornero a pieno regime ci costringerà a lavorare fino all’età di 70 anni. Sicuramente incentivare una riduzione dell’orario di lavoro come nella media europea – gli italiani lavorano circa 350 ore all’anno in più dei tedeschi – che si tradurrebbe in un abbattimento dei tassi di disoccupazione. Sicuramente un investimento serio nelle politiche attive, che hanno il compito e il dovere di formare giovani e meno giovani, e di garantire un reddito per potersi autodeterminare. Perché con un reddito si può provare ad aprire una start up, si può riprendere un percorso di studi lasciato a metà, si può provare la strada dei lavori creativi che saranno il futuro della nostra società.

Tutti punti presenti nel programma di Governo del Movimento 5 Stelle.


banner-telegram-azzurro-3