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Oggi vorrei condividere con voi questa bellissima poesia che un mio caro amico ha dedicato al nostro ex (?) Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Il re Giorgio travicello,
gran sovrano delle rane,
ci propina un bel duello
che ci mette nelle grane.
Non contento dei disastri,
dal suo estro combinati,
ci ha donato i grandi fasti
degli intrusi Cincinnati:
sorge il Monti bocconiano
a impalmare la Fornero
che spennando il pensionato
ti ha salvato la Nazione,
riducendola a uno zero
che farà “Costituzione”.

Poi il delfino preferito,
superbone e un poco storto,
ci ha a dir poco scheletrito
cuccagnandosi il maltolto
ed a forza di schiforme,
ci massacra con un dito (quello smunto della Boschi).

Che peccato che re Giorgio,
sempre al tempo del Littorio,
lui scriveva da fascista,
però intanto alla schiforma
or funziona da apripista.

O italico fratello,
non restare frastornato.
Su, Ripudia il travicello!
Marchia il NO sulla schiforma!
E il pasticcio è rimediato.

Pasquin Ciarliero

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