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Sareste contenti di sapere che il chirurgo che si accinge a operarvi è costretto a fare turni prolungati e a saltare i riposi per carenza di personale? Sareste contenti di sapere che dietro alle code che vedete in Pronto Soccorso c’è solo un medico costretto a gestire da solo cinque codici rossi e infiniti codici gialli? Non vi è mai capitato di vedere letti e pazienti parcheggiati per ore nei corridoi delle strutture sanitarie?

Sono convinto che molti di voi hanno già vissuto queste esperienze. E sapete la ragione di questa situazione? La risposta è che mentre i Governi elogiano il Sistema Sanitario come uno tra i più efficienti, all’interno delle strutture c’è chi si spacca la schiena con turni estenuanti ed è disposto a non riposare per far fronte alla drammatica mancanza di personale. Pensate che attualmente a ogni assunto corrispondono mediamente cinque persone che vanno in pensione o lasciano il Sistema Sanitario Nazionale.

Che la situazione reale sia questa lo dice lo stesso Massimo Cassano, sottosegretario del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, il quale oggi in Commissione Lavoro ha risposto a una mia interrogazione sul orari di lavoro e mancato turn over del personale ospedaliero. In entrambi i casi l’Italia continua a non recepire pienamente le direttive dell’Unione Europea, la quale – ricorda lo stesso Ministero nella risposta – ha già chiesto ulteriori informazioni su orari e condizioni lavorative negli ospedali.

Tra l’altro dal 2015 a stabilire il fabbisogno di personale sono le Regioni, a cui quest’anno è stato concesso (se vorranno e potranno permetterselo) di indire bandi straordinari per l’assunzione di personale. Una domanda nasce spontanea: come faranno le Regioni a garantire nuove assunzioni se contemporaneamente lo Stato centrale continuerà, come sta facendo da anni, a tagliare i trasferimenti?

Insomma, anche su questa partita il Governo continua a navigare a vista procedendo con deroghe alle direttive e alle normative, nonché con soluzioni destinate a rimanere lettera morta perché materialmente inattuabili nella realtà. Il mio pensiero non può non correre ai miliardi di euro sistematicamente spesi in armamenti, in regalie alle banche e sprecati in opere inutili.

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La mia intervista a Telecolor sul tema.

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