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Roma, lunedì 18 aprile 2016

All’attenzione del Sindaco/i

Oggetto: appello ai sindaci bresciani per l’acqua pubblica

Cari Sindaci bresciani,

Vi scriviamo la presente lettera per chiedere il vostro aiuto riguardo una questione molto sentita nella nostra provincia.
Come ben saprete, lo scorso ottobre l’assemblea dei sindaci, che vi ha coinvolto in prima persona, si è espressa a maggioranza favorevolmente alla proposta dell’AATO che prevede una importante quota di privato nella gestione dell’acqua dei bresciani.

In quel contesto alcuni sindaci del Partito Democratico in particolare, sostenevano l’impossibilità di prendere una strada differente poiché, secondo loro, servono gli investimenti nelle infrastrutture che il pubblico non è in grado di garantire e perché, a causa delle sanzioni europee, si sarebbe rischiato il commissariamento da parte della Regione che a quel punto avrebbe potuto portare ad una gestione completamente privata.

Queste sono problematiche a cui trova rimedio la proposta di legge n.2212 che si discuterà, con molta probabilità, questa settimana alla Camera dei Deputati.
E’ una proposta di legge (Pdl) che sancisce il riconoscimento del diritto all’acqua come diritto umano universale, tutela il patrimonio idrico come bene comune, salvaguarda le risorse, introduce piani di gestione e di tutela delle acque, prevede la ripubblicizzazione delle gestioni e gli investimenti necessari per garantire un servizio efficiente.

Si tratta di una Pdl portata avanti da un intergruppo parlamentare che vede, tra i suoi firmatari, deputati afferenti a partiti di maggioranza e opposizione ma soprattutto riprende una legge di iniziativa popolare proposta dai comitati per l’acqua che nel 2007 raccolsero oltre 400 mila firme per chiederne la discussione.

Purtroppo, in commissione ambiente, i commissari del Partito Democratico hanno presentato una serie di emendamenti che hanno di fatto stravolto il testo della legge come l’em. “6.1 Borghi” che ha soppresso l’articolo 6 che prevedeva per l’appunto, la ripubblicizzazione di tutte le gestioni del servizio idrico integrato.

É un paradosso che tra i firmatari dell’emendamento soppressivo ritroviamo alcuni degli stessi sottoscrittori della proposta di legge in oggetto.
La domanda sorge spontanea: che senso ha snaturare una proposta di legge dai suoi principi ispiratori essendo la stessa che hanno firmato? Cos’è accaduto nel frattempo? A queste domande non abbiamo avuto alcuna risposta.

Ricordiamo che nel 2011 il 94% dei bresciani, che equivale a quasi mezzo milione di cittadini, si sono espressi inequivocabilmente nel chiedere che la gestione dell’acqua rimanesse nelle esclusive mani del pubblico e che il privato non potesse fare profitto su di un bene comune considerato dall’ONU un diritto umano universale e fondamentale.

Tornando al fine della presente lettera, quello che vi chiediamo è di far sentire la vostra voce, pretendendo il rispetto del referendum relativo alla gestione dei servizi idrici, chiedendo inoltre ai parlamentari di maggioranza di ripristinare il testo originale della proposta di legge n.2212.

Chiediamo quindi a tutti i sindaci, ed in particolare a quelli del Partito Democratico che nel 2011 si schierarono con i comitati per l’acqua pubblica, di esporsi pubblicamente e di esercitare la propria influenza per costringere il primo partito di maggioranza nel dare seguito alle volontà del popolo; a quel punto saremo al vostro fianco, altrimenti saremo costretti a ritenervi responsabili per incoerenza e per reticenza.

Confidando in una vostra celere risposta, vi porgiamo i nostri saluti

Portavoce M5S bresciani in Parlamento, Claudio Cominardi, Dino Alberti,Tatiana Basilio, Vito Crimi, Giorgio Sorial ;
Il Consigliere regione Lombardia, Giampietro Maccabiani;
I consiglieri comunali M5S bresciani, Alessandra D’Agostino, Andrea Paccagnella, Angelo Bozzoni, Diego Rodella, Gianluca Gorlani, Laura Gamba, Libero Lorenzoni, Luisa Sabbadini, Mara Rolfi, Paolo Rossi, Rossella Magazza.