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Qualche tempo fa mi sono rivisto lo spettacolo in Rai di Beppe Grillo del 1993 (5 anni dopo la sua epurazione). Un fiume in piena di denuncia sociale contro le multinazionali, la corruzione, la malapolitica, l’informazione di regime etc… Sono passati 22 anni ma la critica al sistema ed il linguaggio è il medesimo.

Quindi cos’è cambiato? Ancora sento accuse verso Beppe, del tipo: “Grillo è un buffone”, “Grillo è aggressivo”, “Grillo grida troppo”, “lo preferivo quando faceva il comico, da quando è in politica non lo sopporto”. Prima tutto era tollerato in quanto comico? La satira da uomo politico non è più consentita?

Grillo ha sempre fatto politica durante i suoi spettacoli, e ad oggi non ricopre alcuna carica pubblica, certo, è un personaggio pubblico, ma lo era anche prima!

Sono sbagliati i toni? Preferite la retorica alla Buttiglione o il finto garbo istituzionale alla Bersani? Di quelli che non dicono mai parolacce ma che con la loro politica hanno contribuito a ridurre in macerie questo paese.

Personalmente mi sento di ringraziare Beppe, proprio per la sua coerenza, anche nei modi, perché la COERENZA è un VALORE che fa rima con “AUTENTICITA'”, caratteristica più unica che rara in politica.
Purtroppo a cambiare è stata la percezione nei suoi confronti da parte di chi subisce l’influenza dei media di regime che quotidianamente azionano la macchina del fango per screditare chi si oppone al sistema. Questo perché quando non si riesce ad attaccare il ragionamento, si attacca il ragionatore.

Fortunatamente Beppe ha le spalle larghe, mentre le bugie hanno le gambe corte. Sono convinto che la storia porterà giustizia agli uomini coraggiosi, coerenti e quel tanto folli da pensare di poter cambiare il mondo.

Grazie Beppe!

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Spettacolo in RAI 1993