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Sul tema della frana che minaccia l’intero Lago d’Iseo è impossibile non condividere l’allarme del nostro portavoce Dino Alberti:

Il Monte Saresano frana ma Regione Lombardia ne autorizza l’escavazione! Questo è il contenuto della lettera firmata dal dirigente della DG Ambiente e indirizzata alla concessionaria ItalSacci proprietaria del cementificio di Tavernola Bergamasca sul Lago d’Iseo. Chiedo che venga immediatamente revocata l’autorizzazione prima che sia troppo tardi!

È inconcepibile e gravissimo quanto disposto da Regione Lombardia, che ha autorizzato la ItalSacci a riprendere la coltivazione della miniera “Ca’ Bianca” che si trova sul fronte opposto rispetto alla frana del Monte Saresano.

Lo fa citando lo studio redatto dalle Università che però, a quanto pare, non è stato compreso fino in fondo. Lo studio parla chiaro: una delle cause che hanno portato all’accelerazione della frana è proprio l’attività di escavazione della ItalSacci sul Monte Saresano.

Per questo motivo, in via precauzionale, Regione avrebbe dovuto sospendere a tempo indeterminato qualunque attività sul quel monte e non rinnovarne l’autorizzazione.

Ma attenzione perché Regione è riuscita ad andare oltre l’inimmaginabile. Nella missiva della DG Ambiente si raccomanda che “le attività di miniere debbano essere riconsiderate sulla base del valore soglia pari a 2 mm/gg”: in altre parole a Regione sta benissimo che la frana continui a venire giù, purché lo faccia non oltre i 2 millimetri al giorno.

Ma quando sarà raggiunto il punto di non ritorno che faremo? Cioè quando la frana si sarà mossa talmente tanto che nulla potrà opporsi al suo completo distacco cosa farà Regione Lombardia? Una letterina di scuse? Ma si ricordano lorsignori che i “2 mm al giorno” erano gli stessi valori registrati ad aprile quando l’intera area era in pieno stato d’allerta?

Mi chiedo dove sia finito l’Assessore Foroni che su questo tema era partito anche bene ma poi si è perso arenandosi sugli scogli degli interessi di qualche industriale.

Il Lago d’Iseo ha già sofferto abbastanza l’ingombrante presenza di una azienda altamente impattante, con un impianto vecchio, pericoloso e che occupa solo una settantina di persone: ma quanto ancora deve pagare il territorio? Il rischio di uno tsunami nel lago d’Iseo è un gioco che vale la candela? Pesano così tanto gli interessi di un’azienda se confrontati all’incolumità di migliaia di cittadini?

Assessore Foroni, se c’è batta un colpo e magari dia una risposta alle mie interrogazioni che trattavano e anticipavano proprio il tema del rinnovo dell’autorizzazione di coltivazione sul Monte Saresano. Sapevo che questa proroga sarebbe arrivata e proprio per questo chiedevo a Regione, nelle mie interrogazioni, di applicare il principio di precauzione sospendendo a tempo indeterminato le autorizzazioni.

L’unica strada a questo punto pare essere l’azione legale visto che del Lago di Iseo a Regione Lombardia non frega assolutamente nulla. Vi tengo aggiornati.”