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Nel 2015, di Fiat ancora si muore.
Non è stato un incidente con i macchinari a stroncare la vita di Luigi Noto, 49 anni, ma un infarto alle 6 di mattina poco prima del termine del turno di lavoro a Pomigliano d’Arco, negli stabilimenti della FCA.

L’operaio aveva smesso di lavorare la domenica mattina e aveva riattaccato alle 22 delle stesso giorno per il turno di notte. Alle 5 di mattina ha cominciato a sentirsi male fino ad accasciarsi a terra per non rialzarsi più.
Si lavora su tre turni, mattina, pomeriggio e notte dal lunedì al Venerdì,
L’organizzazione prevede un ciclo fatto di due giorni al primo turno, due al secondo, due al terzo, smonto e riposo.

In seguito a questo incidente, come Movimento Cinque Stelle ci siamo mossi con un’interrogazione al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali per far luce su tutti gli aspetti legati alla salute e alla sicurezza dei lavoratori. Intendiamo venire a conoscenza  se siano state avviate e con quale cadenza le ispezioni da parte degli ispettori dell’INAIL e del Ministero del lavoro (in adempimento degli obblighi di legge del D.lgs 81/2008) e assicurarci che venga rispettata la disciplina della durata dell’orario di lavoro, normale e massimo (D.lgs 66/2003).
Il Ministro Poletti recentemente ha dichiarato “Un incidente mortale sul lavoro è una sconfitta per tutti”, ci aspettiamo dunque non solo una risposta estremamente rapida dal ministero ma anche dei passi concreti, per davvero, contro le morti bianche.