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Come promesso, ecco la risposta del Ministero del Lavoro alla mia interrogazione. Nei giorni scorsi avevo chiesto delucidazioni circa quelle migliaia di autotrasportatori costretti a lavorare in Italia con contratti romeni, dunque a condizioni retributive e fiscali peggiori.

A una giornalista de “La Gabbia” un autotrasportatore spiegava come i contratti romeni consentissero alle imprese di pagare meno, senza tredicesime né quattordicesime, a cui si aggiunge un risparmio contributivo dal 30 al 50 percento per l’azienda. Sarebbero ben 50.000 i lavoratori letteralmente costretti a sottoscrivere questo contratto per continuare a lavorare.

Ma cosa dice il Ministero? Nulla, in pratica.

Come potete leggere nella risposta integrale che segue, il ministro Poletti fa un elenco della normativa vigente, cita le prescrizioni date dal Ministero per le attività ispettive, ricorda il regime sanzionatorio e i documenti di attività di controllo. Parole al vento, purtroppo, che non risolvono i problemi oggetto dell’interrogazione.

Il punto è che per risolvere questo problema bisognerebbe intervenire a monte, ovvero rimuovendo il dumping sociale di questa Europa, che finge di essere “UNA” e “UNITA” mentre invece si dimostra priva di una coerenza sociale e fiscale. Sono proprio questi divari a portarci verso una riduzione dei diritti e verso una schiavitù diffusa.

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