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Dall’inizio dell’anno sono tre gli esemplari di ibis eremita abbattuti barbaramente.

Si tratta di un [highlight]uccello protetto e rarissimo[/highlight] (pare che ne sopravvivano [highlight]300 in tutto il mondo[/highlight]), oggetto per questo di uno dei più grandi progetti europei di conservazione della specie.

[highlight]Sabato 5 novembre 2016 in Val Camonica, in Provincia di Brescia, un esemplare è stato abbattuto a fucilate e abbandonato nel bosco[/highlight]. Lo hanno recuperato le guardie del Wwf, i cui volontari contribuiscono enormemente a contrastare questo fenomeno.

Il bracconaggio non è caccia, ma un crimine contro la Natura, e [highlight]va fermato in ogni modo[/highlight]. Tuttavia sono spesso cacciatori in possesso di regolare licenza ad abbattere questi animali a colpi di fucilate.

Per questo dopo due giorni il Movimento 5 Stelle ha depositato una [highlight]mozione urgente per chiedere al Consiglio Regionale la sospensione della caccia nelle aree ricadenti nei Comuni della Val Trompia, Val Camonica e Val Sabbia, in provincia di Brescia[/highlight].

 

Nelle valli bresciane il bracconaggio ha passato ogni limite. [highlight]Nel giro di un mese il Noa[/highlight] (Nucleo Operativo Antibracconaggio) della Forestale [highlight]ha denunciato quasi un centinaio di illeciti commessi in buona parte da titolari di licenza di caccia[/highlight]. In un’uccelleria di Sarezzo sono stati trovati 750 uccelli vivi, prevalentemente allodole ma anche frosoni, peppole e fringuelli, senza anello di identificazione e due cacciatori rispettivamente sono stati trovati con 100 e 250 pettirossi.

Con la mozione presentata da Giampietro Maccabiani abbiamo chiesto a Regione Lombardia provvedimenti seri e tempestivi, anche per il [highlight]rischio di incorrere nell’apertura di infrazioni europee a carico dei cittadini[/highlight]. Con la mozione è stato chiesto lo stop della caccia in Val Trompia, Valle Camonica e Val Sabbia, [highlight]l’individuazione di zone di protezione lungo le rotte di migrazione dell’avifauna nel territorio della provincia di Brescia e più uomini e mezzi del Corpo Forestale dello Stato nella provincia[/highlight].

Come prevedibile [highlight]la mozione non è stata discussa[/highlight] perché il Presidente del Consiglio non ha riconosciuto né l’urgenza, né l’attualità politica: requisiti necessari per discutere una mozione urgente.

Il giorno seguente il M5S ha inviato una [highlight]lettera al Presidente della Regione Maroni[/highlight].

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