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[highlight]La spudoratezza della casta non ha confini[/highlight]. Il caso che segue è l’ennesima prova.

Tutti noi paghiamo agli “onorevoli” un’assicurazione per morte, malattia e infortuni. Un’assicurazione che scatta anche in caso di:

– asfissia, avvelenamento, intossicazioni e/o conseguenze prodotte da inspirazione e/o indigestione e/o assorbimento e/o contatto di gas c/o vapori e/o orazione;
[highlight]punture e morsi di animali[/highlight];
– malattie tropicali (compresa la malaria) e carbonchio;
affogamento ed embolia per pressione d’acqua;
[highlight]conseguenze di sforzi e/o movimenti propri[/highlight];
ernie addominali di causa fortuita, violenta ed estrema. Limitatamente al caso di invalidità permanente, con l’intesa che, qualora l’ernia, anche se bilaterale, risulti obiettivamente non operabile, verrà corrisposto solamente un indennizzo non superiore al 10% della somma assicurata per il caso di invalidità permanente totale;
– infortuni conseguenti ad [highlight]escursioni in montagna[/highlight] senza scalate di rocce o accesso a ghiacciai;
conseguenze fisiche di operazioni chirurgiche e di altre rese necessarie da infortunio;
– infortuni derivanti da [highlight]colpi di sole o di calore[/highlight], da assideramento o dagli altri effetti della temperatura, nonché da fulmine, scariche elettriche, grandine e vento;
– infortuni derivanti da calamità naturali quali ad esempio: movimenti tellurici, terremoto, bradisismo, inondazioni, alluvioni ed eruzioni vulcaniche e quelli che avvengono in aree sinistrate;
[highlight]infortuni subiti in stato di ebbrezza[/highlight], malore o di incoscienza;
– quelli subiti in occasione di arenamento, affondamento o naufragio del mezzo di trasporto, o di evento catastrofale, anche in quei casi in cui tali avvenimenti non siano la causa diretta dell’infortunio ma, in conseguenza della zona, del clima o di altre situazioni concomitanti, l’Assicurato si trovi in condizioni tali da subire le lesioni permanenti;
– quelli subiti in occasione di insurrezione, sommosse, tumulti popolari, rappresaglie faziose, legittima difesa e atti di solidarietà umana, aggressioni, atti vandalici e dolosi, terrorismo, atti di violenza anche se conseguenti a fatti di carattere politico e/o sociale e/o sindacale, rapina, tentata rapina, sequestro di persona, sabotaggio e dirottamento anche di aeromobili;
infortuni imputabili a colpa grave dell’Assicurato stesso o del beneficiario!

Vale la pena ricordare che parte dell’assicurazione viene pagata dalla Camera (350 mila euro all’anno) e una parte dai parlamentari direttamente con il “fondo di solidarietà tra deputati”, nel quale confluiscono i soldi accantonati per l’assegno di fine mandato. All’assegno di fine mandato [highlight]i portavoce del Movimento 5 Stelle hanno rinunciato all’atto della candidatura[/highlight].

#NONPAGOPERLACASTA

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