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ROMA, 4 settembre 2015 – “E’ desolante ascoltare il governo vantarsi di aver compiuto la più grande operazione di svalutazione dei diritti che non aumenta affatto la produttività e che non creerà, al netto del doping degli incentivi contributivi, un solo posto di lavoro. Sentendo Poletti non capiamo se ci fa o ci è”. Lo denunciano i deputati M5S in Commissione Lavoro a seguito del Cdm che ha approvato gli ultimi decreti del Jobs Act.

“Gli ammortizzatori disegnati dal Palazzo Chigi – proseguono – non hanno nulla a che vedere con il nostro Reddito di cittadinanza, non hanno natura universale, ma assicurativa e aggravano le diseguaglianza tra lavoratori più o meno fortunati. Mentre autonomi e professionisti sono totalmente dimenticati”.
Il M5S Camera prosegue: “La nuova Agenzia per le politiche attive del lavoro (Anpal) è un carrozzone che non abbatte i costi, ma rischia di trasformarsi in un’ulteriore mangiatoia per le solite clientele politiche. Mentre rimane la beffa di una dotazione finanziaria per la formazione e la riqualificazione del lavoratore del tutto ridicola”.
“E’ inutile anche la nuova agenzia che dovrebbe unificare i controlli sul lavoro. L’integrazione tra Inps, Inail e ministero si può fare in modo più snello sulla base di un database unico dei controlli e delle verifiche. Ricordiamo che esiste già un archivio informatico presso Inps che si interfaccia con Guardia di finanza e Agenzia delle Entrate”, spiegano i deputati Cinquestelle.
“Il M5S farà di tutto per smontare un regime normativo che offende la dignità dei lavoratori e porta accumulo di profitto in favore delle solite oligarchie”.