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“Abbiamo aiutato, perché dovevamo farlo. Noi musulmani di origine turca aborriamo ogni tipo di terrore. Siamo per l’Austria, siamo per Vienna. Rispettiamo l’Austria” (Mikail Özen).

La migliore risposta al terrorismo islamico e all'”odio di ritorno” l’hanno data dei giovani turchi musulmani lottatori Mma e un ragazzo palestinese al quale lo scorso anno era stato negato dal Sindaco di Weikendorf l’acquisto di una casa con la sua famiglia in quanto musulmano.

Mikail Özen, Recep Tayyip Gültekin e Osama Joda sono stati i primi a soccorrere e salvare letteralmente la vita a una signora anziana e a un agente mettendo a rischio la propria mentre gli attentatori continuavano a sparare per le strade di Vienna. Gültekin è stato ferito di striscio da una scheggia.

Il gesto è stato eroico in quanto i soccorritori per via degli spari non riuscivano a raggiungere l’agente: l’attentatore stava sparando all’impazzata, come testimoniano alcuni video girati con il cellulare. In uno di questi, si vedono proprio Özen e Gültekin che provano lentamente ad avvicinarsi al poliziotto, cercando di rimanere al riparo.

Nel video si sentono ancora gli spari. I due giovani sono comunque riusciti a raggiungere l’agente e trasportarlo fino all’ambulanza.

“Auguro al poliziotto una buona guarigione, spero stia bene”, ha detto Özen. Il suo amico Gültekin non è andato subito in ospedale: “Non volevo essere un peso perché sapevo che ci sarebbero stati molti feriti”.

Prima ancora che Gültekin e Özen potessero trascinare il poliziotto ferito sull’ambulanza, racconta Kurier, il giovane palestinese Osama Joda aveva portato in salvo l’agente dietro una panchina di cemento e gli aveva fornito il primo soccorso.

Il 23enne infatti lavora nel McDonalds che si trova in Schwedenplatz. Sorpreso dall’assalitore, si era nascosto dietro la panchina e ha visto il terrorista sparare ai poliziotti, colpendo uno di loro. “L’ho tirato dietro la panchina di cemento e ho cercato di fermare l’emorragia. L’assassino ha sparato da circa 20-30 metri di distanza”.

“C’era sangue dappertutto”, ha raccontato Joda al Kurier. La testata austriaca conosce già il giovane palestinese perché era stato al centro di un fatto di cronaca l’anno scorso. Con la sua famiglia infatti voleva comprare una casa a Weikendorf, comune di 2mila abitanti della Bassa Austria, ma il sindaco locale li aveva respinti perché musulmani.