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Tutela delle vittime di reati violenti: una legge tutta da rifare

Daniela Bani è stata uccisa a coltellate dal marito tre anni fa. Da allora la famiglia vive nel dolore ed è costretta a mantenere i due figli minorenni di Daniela. L’assassino dovrebbe scontare 30 anni di carcere e pagare 450 mila euro per il danno, ma non lo farà perché è latitante e non possiede niente.

William Pezzulo è stato sfregiato con acido dalla fidanzata e da un complice cinque anni fa. E’ scampato alla morte e ha già subito oltre 30 interventi chirurgici. Del milione di euro di risarcimento stabilito dal giudice, William e la famiglia non vedranno un euro perché i due condannati sono nullatenenti. La famiglia, che ha già speso tutta la liquidazione del padre e forzatamente venduto la propria attività, sta sostenendo tutte le spese mediche e legali.

Federica Pagani ha assistito all’uccisione del marito durante la rapina subita in casa esattamente tre anni fa. Le quattro persone della banda sono state condannate. Lei non ha chiuso l’attività, anzi: anche grazie al sacrificio dei figli è riuscita a rimboccarsi le maniche e a sostituire il marito, pilastro non solo della famiglia, ma anche dell’esercizio commerciale. Non ha ricevuto supporto psicologico, né risarcimenti.

Queste persone hanno diritto a una tutela da parte dello Stato? Dal 2004 l’Unione Europea dice di sì. Il Governo Italiano ha recepito quella direttiva solo l’anno scorso ma – guarda un po’ – ha introdotto requisiti così stringenti che nessuno potrà accedere all’apposito fondo. Per nessuno è previsto un supporto psicologico per far fronte allo shock. E guai a chi dovesse ricevere un solo euro di aiuto: in questo caso l’accesso al fondo verrebbe automaticamente negato.

Dal 2015 (prima con un’interrogazione, poi con emendamenti alla Legge di Stabilità e alla legge di delegazione europea) chiedo al Governo di rimediare a questa beffa, ma senza risultato. Adesso però vittime e familiari hanno perso la pazienza e si sono uniti nell’associazione Unavi (Unione Nazionale Vittime), presentata stamattina al Senato.

Mi auguro che il dolore di tutte queste persone si trasformi in una grande forza e ostinazione, affinché tutti i cittadini possano godere di un diritto che da 13 anni viene letteralmente calpestato.

Il mio intervento alla conferenza stampa di presentazione dell’associazione Unavi

 

La conferenza stampa integrale è disponibile a questo link

Il testo dell’interrogazione presentato nel 2015 sul fondo vittime di reati violenti intenzionali

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