L’Istat ha diffuso i dati relativi all’occupazione in Italia di dicembre 2018. Il tasso di disoccupazione è sceso al 10,3% (-0,2 punti percentuali). L’Istituto sottolinea che dicembre è stato il secondo mese consecutivo di calo.

Ma il vero dato interessante è quello relativo all’occupazione, il più alto dai livelli pre-crisi (58,8%). Non accadeva da 10 anni!

A dicembre 2018 l’occupazione è cresciuta dello 0,9% rispetto a dicembre del 2017, pari a 202mila unità in più.

L’Istat specifica che ad aumentare sono stati lavoratori a termine (+257 mila) e indipendenti (+34 mila), mentre sono diminuiti i dipendenti permanenti e i contratti indeterminati (-88 mila).

Qualcuno furbescamente prova ad attribuire la responsabilità al Decreto Dignità. Nulla di più falso!

La diminuzione dei contratti a tempo indeterminato e il conseguente aumento dei contratti a termine fanno riferimento all’intero anno 2018 e sono la risposta naturale alla fine delle decontribuzioni del Governo Renzi che, di fatto, avevano drogato il mercato del lavoro.

Se invece disaggreghiamo il dato rispetto all’entrata in vigore del Dl Dignità scopriamo che la tendenza torna a essere quella della trasformazione dei contratti a scadenza in contratti stabili (vedi Osservatorio Inps sul Precariato).

Ora voglio fare tre “profezie” al netto delle congiunture economiche mondiali:

1. Nei prossimi mesi vedremo aumentare e di molto il tasso di disoccupazione e sarà un’ottima notizia. Questo perché in Italia abbiamo milioni di inattivi, gente rassegnata che ormai non cerca più lavoro e quindi non risulta registrata nelle liste di collocamento, ma grazie al programma del reddito di cittadinanza saranno accompagnate verso un percorso di riattivazione sociale registrandosi presso i centri per l’impiego. Persone scoraggiate, invisibili, che ora tornano a esistere anche ai fini statistici.

2. Per effetto del pensionamento anticipato grazie alla misura Quota 100 (che libererà centinaia di migliaia di posti di lavoro), gli sgravi per le assunzioni, gli investimenti pubblici, le varie misure previste in legge di bilancio per le imprese e l’avvio del programma di reddito di cittadinanza, il tasso di occupazione aumenterà progressivamente.

3. Le opposizioni e alcuni media continueranno a criticare tutte le misure del Governo e mentiranno spudoratamente sul punto 1. Diranno che il Governo ha creato tassi mai visti di disoccupazione negando la bontà dei dati veri, ovvero la diminuzione dei cosiddetti inattivi e l’aumento del tasso di occupazione.

Ovviamente le chiacchiere non ci fermeranno perché dalla nostra abbiamo la forza dei fatti e della concretezza.