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Sul Superbonus 110% c’è poco da discutere.

Appena nata questa misura ha fatto nascere quasi 5mila nuove imprese (+4.971 tra luglio e settembre, secondo un’analisi di Unioncamere-InfoCamere) dandoci una chiara idea dell’impatto pazzesco che avrà sull’economia.

Quando lo abbiamo approvato, i costruttori hanno applaudito sostenendo che fosse la cosa giusta da fare. “Un grande investimento dello Stato sul Paese e sui cittadini”, l’ha definito il presidente dell’Ance di Brescia. Proprio l’associazione dei costruttori stima che se riusciremo a renderlo valido per almeno un triennio il Superbonus porterà a un incremento occupazionale di 100 mila addetti già nel primo anno.

A credere nel Superbonus sono stati – da subito – idraulici, posatori di infissi, tinteggiatori, installatori di impianti elettrici, di riscaldamenti e di condizionatori. Delle circa cinquemila nuove imprese appena nate, 3.681 sono le loro!

E a loro dobbiamo due cose: certezza e continuità. Il M5S sta premendo per una proroga fino al 2023. Che ci sia chi vorrebbe fermarlo molto prima è sorprendente.

Come si può pensare di interrompere una misura che può portare, da sola, a un aumento di Pil “sano” di 3 punti percentuali e a una crescita di 63 miliardi di euro?!

Dare la possibilità a centinaia di migliaia di cittadini di rendere le loro case e i loro condomini più efficienti energicamentesenza spendere un euro o addirittura guadagnando più di quanto speso, è un’occasione unica. L’unico risultato che si ottiene ostacolandola è fare del male all’ambiente, alle imprese, al lavoro e a tutto il Paese.