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Legge n. 300 del 20 maggio 1970, più nota come Statuto dei Lavoratori, oggi compie 50 anni.

Svariati soggetti hanno ostinatamente nel tempo tentato di annientare la normativa principale della Repubblica Italiana in tema di Diritto del Lavoro. Il pretesto era quello di innovare, il fine quello di cancellare decenni di battaglie sociali.

Prima di quel giorno nelle fabbriche i datori di lavoro si potevano avvalere di guardie giurate per il
controllo dell’attività lavorativa dei lavoratori.

Prima di quel giorno non esisteva un vero e proprio diritto di associazione e di attività sindacale.

Prima di quel giorno non vi erano vere tutele nemmeno nei casi di licenziamenti discriminatori.

È passato mezzo secolo e il lavoro si è trasformato. È quindi giunto il momento di pensare a nuove tutele senza cancellare ciò che di buono quella legge ha prodotto.

A mio parere le nuove sfide devono essere rappresentate da:

  1. nuovi strumenti universali e incondizionati di sostegno al reddito (reddito di base incondizionato);
  2. rimodulazione dell’orario di lavoro volte a migliorare la conciliazione vita-lavoro e riduzione complessiva dell’orario di lavoro mediano;
  3. lifelong learning come diritto assoluto all’apprendimento continuo per tutta la propria esistenza, da prima delle scuole primarie fin dopo alla pensione.

Un salto nel futuro senza perdere di vista il passato.

Con questo auguro a tutti un buon Statuto dei Lavoratori!