Lo sfruttamento del lavoro minorile è un abuso e un crimine ancora troppo diffuso. Non solo nei Paesi in via di sviluppo: negli ultimi due anni in Italia sono stati scoperti più di 480 casi di violazione della legge!

Siamo chiari: sul tema l’Italia presenta un quadro nel complesso positivo. In base all’Indice dell’infanzia rubata 2019 rientriamo nella top ten dei Paesi dove bambini e ragazzi sono maggiormente protetti (siamo all’ottavo posto). Ciò vuol dire che i nostri piccoli possono contare su un sistema sanitario che tutela la loro salute e garantisce loro la sicurezza nutrizionale.

Poi viene il sistema scolastico. Quello italiano negli ultimi vent’anni ha fatto notevoli passi avanti nella lotta alla dispersione e all’abbandono, ma resta fondamentale la funzione svolta dalle famiglie. Casi di sfruttamento minorile potrebbero originarsi proprio qui: genitori poveri, non in grado di provvedere al sostentamento dei propri figli e alla loro educazione sono maggiormente esposti al rischio di allontanare i figli da scuola per farli lavorare.

I dati sulla povertà assoluta in Italia sono ormai ben noti ma conosciamo l’entità della sua diffusione tra i minori? Sono ben un milione e 208 mila i bambini e i ragazzi che abbiamo il dovere di difendere e il Governo italiano ha deciso di prendersi cura della sede in cui avviene la loro prima socializzazione: il nucleo familiare.

Il Reddito di Cittadinanza, il Decreto Dignità, la proposta di legge sul salario minimo orario sono tutte misure che hanno uno scopo ben preciso: costruire un ambiente familiare solido e sereno in cui ciascun bambino può dedicarsi al gioco, all’apprendimento e andare forte incontro al suo futuro, che è quello di tutti noi. E’ sempre per le famiglie che spenderemo il miliardo di euro circa attualmente risparmiato dal RdC!

Oggi è un altro giorno in cui il nostro lavoro è dedicato a loro ma vogliamo anche ritagliarci del tempo per pensare, insieme a tutto il mondo, a come fare sì che la Giornata Mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile non si celebri più.

Occorre infatti rafforzare gli sforzi a livello di comunità internazionale se vogliamo che lo sviluppo sostenibile che ci aspettiamo di vedere tra dieci anni sia anche solidale e fondato sulla protezione dell’infanzia.