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Robot: quale ruolo nella nostra società?

I progressi della robotica sono impressionanti. Atlas è tra i robot umanoidi più evoluti al mondo grazie ai suoi creatori della robot di Boston Dynamics, una delle aziende di settore più importanti in assoluto. 

Fino a poco tempo fa faticava a superare gli ostacoli. Oggi è addirittura in grado di replicare le prodezze dei ginnasti professionisti.

Considerata la curva esponenziale del progresso tecnologico e l’applicazione evoluta dell’intelligenza artificiale chissà cos’altro potranno fare da qui al prossimo decennio e, soprattutto, quale sarà il loro ruolo nella società.

Nel porci questi interrogativi bisogna però intervenire immediatamente con delle regolamentazioni mirate. Lo scorso febbraio il Parlamento europeo ha approvato un rapporto sulla robotica, rispetto al quale il MoVimento 5 Stelle ha avanzato delle proposte, quali:

  • L’accesso alle innovazioni tecnologiche deve essere garantito a tutti i cittadini, nessuno escluso.
  • Lo sviluppo della robotica e dell’intelligenza artificiale deve avvenire con un impatto ambientale limitato. I robot devono essere alimentati da energie rinnovabili.
  • Un’Agenzia Europea per la robotica e l’intelligenza artificiale deve fornire le competenze tecniche, etiche e normative necessarie per sostenere gli attori pubblici, così da essere pronti a sfruttare opportunità e sfide.
  • Bisogna avere un completo sistema di registrazione di robot avanzati che dovrà essere introdotto nel mercato interno dell’Unione.
  • Deve essere garantito un elevato livello di sicurezza e protezione dei dati personali insieme al rispetto per la privacy nella comunicazione tra gli esseri umani, robot e intelligenza artificiale.
  • I robot medici possono ridurre i costi sanitari, consentendo così ai medici di spostare la loro attenzione nel trattamento della prevenzione, ma si pone l’accento sulla necessità di non disumanizzare le cure e di istituire comitati di robo-etica in campo medico.
  • Puntare sul miglioramento della sicurezza del lavoro con il trasferimento di una serie di compiti pericolosi e dannosi dall’uomo al robot.
  • Le auto intelligenti senza pilota devono seguire dei precisi principi etici che devono valere per tutti i robot e che sono la giustizia, la non malvagità, la benevolenza e l’autonomia. Si deve valutare la nascita di una assicurazione per i robot nel caso in cui siano responsabili di incidenti e la cui responsabilità non possa essere riconducibile ai produttori o ai proprietari/utilizzatori.

Un primo e importante passo per governare dei processi che potrebbero travolgerci senza che ce ne rendiamo conto.

La complessità di questi fenomeni ci insegna come sia importante la multidisciplinarietà delle competenze nell’affrontare queste evoluzioni che riguarderanno tutti i cittadini del mondo. Abbiamo quindi bisogno di tecnologi, ingegneri e scienziati; ma soprattutto di giuristi, sociologi, antropologi e psicologi. Non da ultima, la figura del visionario che attribuisce alla lungimiranza un valore sociale.

Se dovessi fare un esempio, penserei senza dubbio allo scrittore nonché biochimico Isaac Asimov, il quale già negli anni ’40 ideò le tre leggi della robotica, che sono diventate e sono ancora oggi un punto di riferimento su questi temi:

  1. Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno.
  2. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge.
  3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.

Le incredibili evoluzioni del robot “Atlas”.

La mia mozione alla Camera su robotica e intelligenza artificiale.

Download (PDF, 62KB)

La presentazione in Aula della mozione sulla robotica e l’intelligenza artificiale.

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