La scelta di rifinanziare il Piano Industria 4.0 è la prova della serietà e della responsabilità del nostro Governo.

Ho più volte affermato che Industria 4.0 è un buon punto di partenza per assistere le imprese nella grande sfida dell’innovazione tecnologica. Posso dirmi quindi estremamente soddisfatto delle misure che stiamo attuando per sostenere il mondo produttivo. Mi auguro solo che questo possa aiutare alcuni industriali a usare la giusta prudenza nelle dichiarazioni, valutandoci solo alla prova dei fatti.

Faccio un esempio per spiegare a cosa mi riferisco. Ieri sera, nella conferenza stampa dopo il vertice sul Def, il Ministro di Maio ha annunciato il rifinanziamento dell’iper e del super ammortamento. Il bello è che il giorno precedente il presidente degli industriali bresciani Giuseppe Pasini ha dichiarato alla stampa di essere fortemente preoccupato perché avremmo tagliato questo importante capitolo.

Pasini ha anche affermato che con il reddito di cittadinanza vorremmo utilizzare “10 miliardi di euro per tenere a casa le persone”. Da anni ripetiamo che il modello a cui puntiamo è quello dei Paesi europei più avanzati: in Olanda per esempio il reddito di cittadinanza è presente dal 1965 e lì, come nei Paesi scandinavi, non si fa assistenzialismo. Semplicemente hanno centri per l’impiego che funzionano, un sistema efficiente che aiuta le persone a formarsi per adeguarsi ai cambiamenti del mercato del lavoro e uno Stato che non abbandona le persone in povertà, a differenza di quanto accade in Italia dove il numero di poveri ha superato i 5 milioni. Il reddito di cittadinanza è una di queste tre misure che stiamo varando per colmare un ritardo di mezzo secolo: si tratta peraltro di un riattivatore sociale destinato a tutte le categorie che, da Nord a Sud, scontano gli effetti dalla crisi e delle crescenti disuguaglianze: giovani e meno giovani, donne e uomini, artigiani e imprenditori. Doverlo continuamente ricordare mi sorprende.

Posso capire le esigenze delle grandi imprese, ma il Governo del Cambiamento ha in mente un’idea di Paese e deve occuparsi di tutti i cittadini. Nel Piano Industria 4.0 per esempio avremo un occhio di riguardo per le Piccole e Medie imprese, che sono il vero tessuto produttivo del Paese ma che storicamente e strutturalmente fanno fatica a innovare. Anche l’abbassamento dell’Ires per chi investe e assume testimonia la volontà di unire imprese e lavoratori in un’alleanza che fa bene all’Italia. Credo che questo sia già di per sé un impegno degno di interesse e di rispetto.