Se a Cologne, Palazzolo sull’Oglio e da oggi anche a Chiari abbiamo un Regolamento per la gestione dei beni sequestrati e confiscati alle mafie, il merito – oltre alle Amministrazioni comunali che hanno creduto in questa battaglia – va indubbiamente al gruppo Chiari 5 Stelle.

Gli attivisti di Chiari sono stati i primi a scendere in piazza e a coinvolgere la cittadinanza con raccolte di firme, ribadendo e diffondendo l’importanza che i Comuni si dotino di tutti gli strumenti per contrastare la criminalità organizzata.

Uno di questi strumenti è proprio il Regolamento che consentirà alle Amministrazioni presenti e future di reclamare, in modo lineare e trasparente, gli immobili eventualmente sequestrati alle mafie, così da poterli rimettere a disposizione della società civile e degli interessi collettivi: una misura suggerita dalla legge e assolutamente importante anche solo in via preventiva, ma che la stragrande maggioranza dei Comuni del Nord Italia continua ad ignorare nonostante la presenza delle mafie nei territori sia certificata da anni.

Sono sicuro che questi primi risultati rappresentano l’inizio di un percorso che sarà inarrestabile. Gli attivisti di Chiari ci ricordano infatti che negli elenchi dell’Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati compaiono i vicini Comuni di Castrezzato, Capriolo, Rudiano, Pontoglio: in tutti sono presenti immobili riconducibili alla mafia.

C’è ancora tanto da fare, insomma, ma i nostri cittadini attivi stanno combattendo alla grande. Grazie di cuore!