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Ieri sono stato nella periferia di Salerno, nel feudo di Vincenzo De Luca, a parlare di Reddito di Cittadinanza. Dove il reddito significa:

  • dignità e riscatto sociale;
  • contrasto alla dispersione scolastica minorile;
  • contrasto al voto di scambio;
  • inclusione sociale dei senza fissa dimora;
  • sopravvivenza.

Ho vissuto un’esperienza incredibile respirando il disagio di un quartiere abbandonato dalle Istituzioni territoriali, ma nel contempo percependo forte la passione di chi non ci sta e si vuole mettere in gioco nel sovvertire lo status quo.

Il Reddito di Cittadinanza ha silenziosamente prodotto degli effetti straordinari, ma è costantemente sotto attacco perché i centri per l’impiego non funzionano come dovrebbero; perché i PUC (Progetti Utili alla collettività) nella maggior parte dei casi non sono partiti.

Il paradosso è che solitamente chi critica è lo stesso esecutore materiale di queste lentezze.

Ve li ricordate i 600 navigator in supporto ai centri per l’impiego campani che non venivano contrattualizzati a causa della mancata convenzione della Regione governata da De Luca? Quindi di fatto bloccati!

A causa di queste lentezze i Patti per il Lavoro hanno subito un gravissimo ritardo penalizzando il processo di ricollocazione dei percettori di RdC.

A proposito dei PUC, che devono essere attivati dalle amministrazioni locali, secondo voi la città di Salerno si è prodigata nel rendere possibile l’impiego dei beneficiari per i lavori destinati alla collettività? Assolutamente no!

Ecco perché è fondamentale amministrare i territori, per dare piena attuazione alle grandi misure realizzate dal MoVimento 5 Stelle. Misure che, a chi fa della politica un esercizio del potere a fini personalistici, danno molto fastidio.

Grazie ai colleghi Nicola Provenza, Angelo Tofalo e Andrea Cioffi, ai candidati della lista M5S, agli attivisti e a tutte le persone che hanno partecipato per la straordinaria esperienza.