Chi ha diritto al Reddito di Cittadinanza non è un “peso” o un costo per la società, ma una persona con dei doveri e una risorsa preziosa per tutta la collettività.

Costruendo questa misura, infatti, non abbiamo preteso soltanto che il percettore si impegni in un percorso di formazione e ricerca attiva di un’occupazione, ma anche che dedichi dalle 8 alle 16 ore settimanali per attività di utilità pubblica nel proprio Comune.

Il Decreto che fornisce ai Comuni indicazioni operative su come coinvolgere i percettori del Reddito è stato siglato ieri al Ministero del Lavoro e rappresenta un grande passo avanti nella costruzione del nuovo sistema di welfare in Italia.

Coloro che saranno chiamati a partecipare a un “Progetto Utile alla Comunità” (PUC) non si sostituiranno ai dipendenti pubblici o ai lavoratori già impiegati tramite appalti e simili. Saranno semplici cittadini “attivi” a supporto di altri cittadini, grazie alla mediazione della Pubblica amministrazione.

Il testo firmato ieri è utilissimo non solo perché stabilisce quali criteri dovranno avere i “PUC” stilati dalle Amministrazioni e caricati sulle piattaforme (collegate anche con i centri per l’impiego), ma anche perché forniscono esempi concreti di queste attività. Per citarne alcune:

  • preparazione e distribuzione di materiali informativi;
  • supporto nell’apertura e nella sorveglianza di centri di lettura, biblioteche e videoteche;
  • orientamento per gli utenti che accedono ai vari servizi;
  • trasporto e accompagnamento di persone disabili, all’ospedale o per fare acquisti;
  • piccoli lavoretti straordinari come tinteggiature e riparazione di piccoli guasti in scuole e asili;
  • attività di controllo all’uscita delle scuole o assistenza sugli scuolabus o durante i piedibus;
  • catalogazione del patrimonio artistico locale e messa in rete della documentazione;
  • accompagnamento nelle visite guidate;
  • aiuto nelle giornate e nelle attività di sensibilizzazione ambientale;
  • sistemazione delle attrezzature presenti nelle aree verdi;
  • informazione sulla raccolta differenziata nei quartieri;
  • riqualificazione di sentieri, percorsi montani e collinari;
  • supporto ai ragazzi e ai bambini nelle attività di doposcuola;
  • rimozione di graffiti.

Previa formazione, con completa copertura assicurativa e tenendo conto delle competenze e delle rispettive inclinazioni, i beneficiari saranno insomma fondamentali nei comuni e nelle nostre città. Niente a che vedere con i “sussidi” per stare sul divano di cui qualcuno parla. Questa si chiama “inclusione sociale” ed è con questo principio in mente che rimettiamo al centro di tutto la persona.



Il testo del decreto sul coinvolgimento dei percettori di Reddito di Cittadinanza da parte dei Comuni