Il “Decreto Crescita” non dà solamente un importante slancio al mondo delle imprese, ma porta con sé ulteriore sollievo ai cittadini in difficoltà. Vi spiego subito come!

Per un nucleo familiare che ha visto peggiorare la propria situazione economica, ottenere l'”Isee corrente” sarà più facile. Fino ad oggi, il nucleo familiare aveva la certezza di poter richiedere questo “indicatore provvisorio” solo in presenza di due fattori concomitanti, e cioè:

  • nel caso in cui almeno un componente si fosse trovato del tutto “a piedi” o comunque in seria difficoltà sul fronte dei contratti di lavoro: per esempio, per la risoluzione di un contratto a tempo indeterminato, oppure per la cessazione di un’attività di lavoratore autonomo durata almeno un anno, oppure ancora per la conclusione di rapporti di lavoro flessibili o a termine che lo abbiano impegnato per almeno 120 giorni.
  • nel caso di un peggioramento del 25% della situazione reddituale complessiva.

D’ora in poi sarà tutto più facile. L'”Isee corrente” potrà essere chiesto anche in presenza di una sola delle due situazioni appena richiamate, ma anche (ecco la terza possibilità che abbiamo introdotto) se uno dei componenti perde un trattamento assistenziale, previdenziale o indennitario esente da Irpef.

Con queste modifiche contenute nel “Decreto Crescita” diamo – per fare un esempio – maggiore protezione alle famiglie numerose. Infatti nei nuclei familiari con più componenti la perdita del lavoro di una sola persona non comporta sempre un peggioramento del 25% della condizione reddituale.

Altrettanto importante è l’introduzione della cosiddetta “doppia opzione di calcolo“. Cioè: nel calcolare l’Isee provvisorio si terrà in considerazione della situazione patrimoniale e reddituale più conveniente per le famiglie: o quella dell’anno precedente, oppure quella del secondo anno precedente. L’importante è che l’annualità di cui si terrà conto sia la stessa nella quale la situazione lavorativa è peggiorata.

Da ultimo, estendiamo da due a sei mesi la validità dell’indicatore provvisorio, dando più fiducia ai cittadini e alleggerendo gli impegni burocratici dell’Inps.