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Nella Legge di Bilancio 2021 c’è una novità importante per i cosiddetti part-time ciclici.

Infatti con l’articolo 63 il Consiglio dei Ministri ha introdotto una norma che tutela un’ampia platea di lavoratori, a lungo penalizzati nell’accesso alla pensione. Un risultato frutto di una battaglia che ho condotto in prima persona per più di tre anni: prima all’opposizione, poi al Governo, poi ancora nuovamente in Parlamento in maggioranza.

Per capire a chi è rivolta e comprendere a fondo le novità introdotte, ecco una serie di risposte alle domande più frequenti.

Cos'è il "part-time ciclico"?
Il “part-time ciclico” è un contratto di lavoro a tempo parziale, pensato per attività che in determinati periodi dell’anno devono essere sospese.

È applicato a più di 100mila persone tra ausiliari della scuola, addetti alle pulizie e alle mense, assistenti ad personam, ma anche a molti lavoratori dell’industria dolciaria, del settore aeroportuale e dei trasporti.

Cosa dice la nuova norma?

L’articolo 63 della Legge di Bilancio 2021 recita testualmente:

ART. 63
(Calcolo dei requisiti di anzianità ai fini pensionistici nel part time verticale ciclico)

1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, l’intera durata del contratto di lavoro a tempo parziale, che prevede periodi non interamente lavorati, è riconosciuta utile ai fini del raggiungimento dei requisiti di anzianità lavorativa per l’accesso al diritto a pensione. A tal fine, il numero delle settimane da assumere ai fini pensionistici si determina rapportando il totale della contribuzione annuale al minimale contributivo settimanale determinato ai sensi dell’articolo 7, comma 1, del decreto-legge 12 settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n. 638. Con riferimento ai contratti di lavoro a tempo parziale esauriti prima della data di entrata in vigore della presente disposizione, il riconoscimento dei periodi non interamente lavorati è subordinato alla presentazione di apposita domanda dell’interessato corredata da idonea documentazione. I trattamenti pensionistici liquidati in applicazione della presente disposizione non possono avere decorrenza anteriore alla data di entrata in vigore della stessa.

Come funziona esattamente?
Finora i periodi di sospensione non venivano considerati utili ai fini pensionistici.

Da oggi non sarà più così, poiché i contributi versati verranno “spalmati” su 52 settimane.

Facciamo un esempio. Prima della nuova norma un lavoratore part-time ciclico con 20-24 ore settimanali si vedeva riconosciute per il calcolo della pensione solo 40 settimane. Dal 1° gennaio 2021 invece gli saranno riconosciute tutte le settimane dell’anno (52).

Grazie a questo intervento circa 25-30mila part-time ciclici potranno raggiungere la pensione già a gennaio 2021.

Servono particolari requisiti?
Requisito fondamentale è il raggiungimento del contributo minimale Inps.
Cos'è il "minimale contributivo Inps"?
È la retribuzione che il datore di lavoro deve utilizzare come base per il calcolo dei contributi di previdenza e assistenza sociale.

È stabilito dall’Inps e rappresenta una garanzia per il lavoratore.

Non può essere inferiore all’importo delle retribuzioni stabilito da leggi, regolamenti, accordi collettivi o contratti individuali, qualora ne derivi una retribuzione di importo superiore a quello previsto dal contratto collettivo (art.1, comma 1, decreto legislativo 9 ottobre 1989, n.338, convertito nella legge 7 dicembre 1989, n.389).

Sono un educatore: sono interessato?
Il part-time ciclico si applica a numerose tipologie di lavoratori della scuola, della ristorazione, dell’industria, del turismo.

Conoscere la mansione svolta non basta dunque per sapere se si è interessati dalla misura.

Occorre verificare la tipologia di contratto e il minimale contributivo.

La legge è già in vigore?
Il testo della norma è stato approvato lunedì 16 novembre 2020 in Consiglio dei Ministri ed è inserito nella Legge di Bilancio.

L’approvazione definitiva avverrà entro fine anno con il voto delle Camere: dunque sarà pienamente in vigore dal 1° gennaio 2021.

La norma vale in tutto il territorio nazionale?
Assolutamente sì.
La norma è retroattiva?
La norma è retroattiva per tutti coloro i quali non hanno ancora raggiunto il pensionamento.
La retroattività vale per tutti gli anni pregressi?
La norma non pone limiti alla retroattività.
Cosa bisogna fare ora?
Per i contratti di lavoro già cessati sarà necessario presentare apposita domanda e documentazione.

Per i contratti di lavoro ancora in corso Inps dovrebbe provvedere d’ufficio al ricalcolo dei contributi.

Dove si presenta la domanda?
Presumibilmente la domanda dovrà essere presentata a Inps, anche attraverso il supporto di un Caf.
L'Inps potrà fare ricorso?
La nuova norma azzera il rischio di contenziosi poiché fornisce una regola precisa anche all’Istituto.

Da tempo comunque, sotto la presidenza di Pasquale Tridico, Inps aveva scelto di non opporsi alle sentenze in favore dei lavoratori a part-time ciclico, lasciando scadere i termini per l’impugnazione.

C'è altro da sapere?
Presumibilmente l’Inps comunicherà a breve tramite i canali ufficiali i dettagli per vedersi riconoscere quanto previsto nella norma.