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Ora il Decreto Rilancio è Legge dello Stato e tra le varie misure per le imprese, i lavoratori e le famiglie troviamo l’istituzione dell’Osservatorio sul mercato del lavoro.

Già nel 2014, quand’ero all’opposizione, presentai alla Commissione una risoluzione per chiedere al più presto la creazione di questo strumento governativo, ormai fondamentale per studiare e proporre soluzioni alle sfide del futuro. Del resto già da tempo nel mondo si erano imposti tre concetti chiave correlati: innovazione tecnologica, sociale e del mercato mercato del lavoro.

Tra i fenomeni, gli aspetti e le opportunità da porre sotto osservazione: la transizione tecnologica, che porta inevitabilmente a un incremento esponenziale della produttività; quindi la necessità di pensare a una riduzione dei tempi di lavoro a parità di stipendio; la formazione come diritto all’aggiornamento delle competenze e all’apprendimento continuo (lifelong learning); il reddito di base incondizionato come riattivatore sociale universale; la messa a sistema dell’expertise dei vari soggetti istituzionali (Inps, Anpal, Camere di commercio, Invitalia, Inaap, Istat, eccetera); la mappatura delle dinamiche occupazionali e, parallelamente, la creazione di collegamenti diretti e costanti con le istituzioni di prossimità, in modo tale da poter prevedere, programmare e intervenire prontamente in maniera coordinata in una geografia del lavoro particolarmente complessa.

All’inizio del mio mandato da Sottosegretario al Ministero del Lavoro fu proprio Luigi Di Maio – memore dello studio Lavoro2025 promosso da me e la collega Tiziana Ciprini – ad affidarmi il compito di realizzare un osservatorio sul futuro del lavoro. Un progetto che si sposava perfettamente con la mia attitudine a gettare lo sguardo oltre il presente, verso politiche lungimiranti a lungo termine.

Da quel giorno iniziai un lavoro intensissimo che ha coinvolto decine di persone, a partire dal mio staff di diretta collaborazione.
Fin da adesso vorrei ringraziare Marialetizia Stefanelli – una validissima sociologa che ha coordinato i lavori costruendo l’intera architettura dell’osservatorio oggi Legge dello Stato – Fabio Lancini, Andrea Mihaiu, Giuseppe Pennino, le bravissime segretarie amministrative del Sottosegretariato e i tecnici del Ministero del Lavoro, ma anche i vertici dei più importanti enti e istituti pubblici: Pasquale Tridico (Presidente Inps), Mimmo Parisi (Presidente Anpal) e tutti coloro che hanno offerto da subito grande disponibilità e supporto.

Un confronto durato mesi con molti attori istituzionali e i migliori esperti aveva prodotto una norma già inserita in un decreto pronto per il varo. La sfortuna ha voluto che il Quirinale abbia espunto l’osservatorio dal provvedimento in quanto non perfettamente calzante con lo stesso. Quel momento coincise anche con la fine del Governo Conte I e della mia esperienza all’esecutivo.

Il Ministero del Lavoro del Governo Conte II ha ripreso quel lavoro, l’ha modificato in parte e declinato diversamente dalla sua naturale genesi. Sono passati sei anni, non nego che mi sarebbe piaciuto contribuire fino in fondo al suo sviluppo, ma quel che importa è che nonostante i mille ostacoli quel progetto sia andato in porto.

Il lavoro è appena iniziato. Le evoluzioni sociali legate alla pandemia richiedono riflessioni e scelte ancora più coraggiose sul fronte del lavoro e come sempre il mio impegno e la mia disponibilità su questo fronte non mancheranno.

Ciò che mi preme, più di ogni altra cosa, è ringraziare chi per mesi ha lavorato all’ombra dei riflettori, dietro le quinte e con una passione encomiabile. A voi il mio grazie: seppur anonimo, il vostro lavoro non è andato perso.

“Ritrovarsi insieme è un inizio, restare insieme è un progresso, ma riuscire a lavorare insieme è un successo”.
(Henry Ford)



Il testo della norma per l’istituzione di un Osservatorio Nazionale sul Lavoro elaborata al Ministero durante il mio mandato di Sottosegretario per il Lavoro 



Uno schema di sintesi e una descrittiva dell’Osservatorio Nazionale sul Lavoro che ho sviluppato durante il mio mandato di Sottosegretario per il Lavoro