Oggi il nuovo segretario della Cgil Maurizio Landini – al quale faccio i miei più sinceri auguri – ha dichiarato: “Abbiamo due vicepremier che si occupano di povertà e di lavoro senza essere mai stati poveri e senza avere mai lavorato. Questo è il problema”.

Vorrei ringraziarlo per aver riconosciuto che al Governo è importante avere persone legate al mondo del lavoro. Cosa che, contrariamente a quanto sentenziato, è ben presente in questo esecutivo, a partire dal Ministero del Lavoro.

Personalmente conosco il lavoro duro da quando ero ragazzino, mi sono fatto i calli in fabbrica per quasi vent’anni e ho vissuto sulla pelle il rischio alla povertà e l’insicurezza sociale. E se oggi ricopro la carica di Sottosegretario lo devo proprio alla sensibilità politica di Luigi Di Maio.

Quindi non è un caso se stiamo combattendo per il lavoro dignitoso, il contrasto alla povertà e il superamento della Legge Fornero. Aspetto che il nuovo segretario Maurizio Landini, sono certo, riconoscerà.

Non so se la Cgil li abbia apprezzati, ma sono sicuro che i dati appena pubblicati dall’Osservatorio Inps sul precariato sono stati accolti bene da migliaia di lavoratori, visto che l’Istituto nazionale di previdenza sociale ci dice che a novembre, il mese dell’entrata in vigore del Decreto Dignità, le trasformazioni da contratti a termine a contratti a tempo indeterminato sono raddoppiate rispetto allo stesso mese del 2017 (dalle 21.910 di novembre 2017 a 43.859 nel novembre 2018), mentre sono calate sia le assunzioni con contratto a termine (da 266mila a 215mila: -51mila unità), sia i contratti in somministrazione (da 111mila a meno di 79mila)”.

La stretta sulle causali con l’adeguamento ai parametri europei, le misure contro le delocalizzazioni selvagge, la reintroduzione della cassa integrazione straordinaria per cessazione, l’investimento massiccio nella riforma dei centri per l’impiego, l’introduzione del reddito di cittadinanza all’interno di un programma di formazione e riaccompagnamento al lavoro, sono tutti segnali di un’attenzione speciale del Governo nei confronti dei lavoratori e delle fasce deboli, ovvero dei principi costituzionali che impongono a chi governa di rimuovere le disuguaglianze e tutelare la dignità dei cittadini.

Poiché le imprese sono il cuore del Paese, non dimentichiamo l’impulso che diamo loro grazie alla flat tax al 15% per partite IVA sotto i 65.000 euro e al 20% dal 2020 per chi fattura tra 65.000 e 100.000 euro, gli sgravi per chi assume giovani laureati, il massiccio investimento in innovazione tecnologica e digitale (un miliardo di euro a sostegno di progetti di sviluppo su Blockchain, Internet delle Cose, Intelligenza Artificiale) e l’incentivo per chi assume “digital transformation manager” per la trasformazione dei processi produttivi delle Pmi.

Auguro buon lavoro al nuovo segretario Cgil nella speranza che riesca a far tornare il sindacato alla sua missione originaria, quella della difesa dei lavoratori. Da parte nostra massima disponibilità a un confronto, purché intellettualmente onesto.