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In un mondo che necessita sempre più di informazione libera, Julian Assange non dovrebbe solo rappresentare un simbolo ma andrebbe tutelato nella sua integrità fisica e psicologica.

E invece, Il cinquantenne giornalista australiano ha già trascorso sette anni nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra e due anni e mezzo nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh.

Le sue condizioni di salute sono a dir poco preoccupanti, da anni ormai. Il rischio che si possa togliere la vita da un giorno all’altro è palese a tutti.

Oggi prende il via il processo di appello nei confronti del co-fondatore di WikiLeaks, dopo il ricorso presentato dagli Usa contro la decisione della giustizia britannica che in primo grado a gennaio ha negato l’estradizione.

Non possiamo che chiedere a gran voce libertà per Assange.

#FreeAssange