Il MoVimento 5 Stelle non fa solo proposte sporadiche, ma propone un’idea lungimirante, coerente e avanzata di Paese. Un’idea che non è né di destra, né di sinistra, ma semplicemente all’altezza delle sfide del presente. Strano che questo non si capisca ancora visto che siamo gli unici ad avere programmi che guardano da qui ai prossimi dieci, venti, trent’anni.

Parliamo di lavoro. Sapete bene che lo studio “Lavoro 2025” è stato sviluppato per capire come cambierà il lavoro nell’arco di un decennio: lo abbiamo realizzato al motto “conoscere per programmare”, non per trovare uno spot cui affascinare le masse e vincere le elezioni. Non ci aiuta a capire cosa fare solo sul fronte dei contratti, ma anche della scuola, del welfare e di molti altri aspetti correlati.

Non ha senso dunque chiedere se il M5S reintrodurrà l’articolo 18 o se si alleerà con i partiti “di sinistra” che lo chiedono. Durante la battaglia contro il Jobs Act sostenemmo che l’abolizione non avrebbe creato posti di lavoro e che non era questo che chiedevano le imprese. Il punto sta proprio nel Jobs Act, una riforma del lavoro che avrebbe dovuto creare milioni di posti di lavoro e che invece, ha aumentato le disuguaglianze, la disoccupazione giovanile, la precarietà. Solo in questa prospettiva possiamo dire: bene la flessibilità, ma le tutele? Il Jobs Act è da abolire!

Il nostro Piano Energia getta lo sguardo da qui ai prossimi 30 anni, inoltre da anni chiediamo una serie di interventi di buon senso che solo se adottati nel loro complesso potrebbero risollevare e rilanciare il Paese:

  • investimenti pubblici strategici ad alto indice di occupazione;
  • sostegno massiccio al riefficientamento energetico degli edifici;
  • bonifiche dei terreni inquinati;
  • interventi contro il dissesto idrogeologico;
  • sostegno al turismo e all’agricoltura sana e sostenibile;
  • introduzione di infrastrutture intelligenti.

Con una connettività da Terzo Mondo e senza un piano di sostegno al settore Ricerca & Sviluppo (oggi per il 60% in mano a quattro società!) non ci sarà industria avanzata e vero supporto per le PMI. Senza un’industria e un’impresa competitiva non ci saranno minori margini per tutelare lavoratori e ambiente. Senza tutele del lavoro la conflittualità sociale sarà destinata ad aumentare e senza tutela ambientale non ci sarà più turismo, ma più malati e spese sanitarie.

Abbiamo troppe tasse, troppe leggi. Basta parlare con imprenditori e commercialisti per rendersene conto, ma anche questi sono solo alcuni dei grandi problemi da risolvere insieme.

Sono convinto che il M5S sia davvero una garanzia per la stabilità dell’Italia, perché la realtà che abbiamo sotto gli occhi è la fotografia di una classe politica in ritardo e che ha perso qualsiasi credibilità. Anche per questo la domanda dovrebbe essere: è possibile allearsi con chi in venticinque anni, da destra e da sinistra, ha demolito il Paese?


L’audio dell’intervista a Radio SBS sui temi del lavoro.