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Non ho mai scritto nulla riguardante la campagna vaccinale, semplicemente perché tendo ad esprimermi sulle materie delle quali sono studioso.

L’ultimo provvedimento del governo cosiddetto “decreto Greenpass” è entrato pervasivamente nella sfera lavorativa di tutti i cittadini italiani e non c’è stato giorno in cui non abbia riflettuto sulle implicazioni della misura. Se fosse realmente necessaria in quei termini.

Il 15 ottobre è stato il primo banco di prova collettiva e ad oggi cosa possiamo rilevare?

1. in seguito alle “agitazioni” dei lavoratori portuali, dei trasportatori su gomma e di tante altre iniziative a macchia di leopardo in tutto lo stivale, nei prossimi giorni l’economia potrebbe letteralmente fermarsi;

2. secondo la Cgia (Associazione artigiani e piccole imprese Mestre) lunedì prossimo 2 milioni di lavoratori rimarranno a casa perché impossibilitati a farsi il tampone per avere il Green pass, in quanto le farmacie non sarebbero in grado di gestire la mole di richieste dei 3 milioni di lavoratori sprovvisti di certificato verde;

3. secondo i dati INPS, nella sola giornata di venerdì si è registrato un aumento del 22,6% di lavoratori in malattia rispetto al venerdì precedente.

Alla luce di ciò, mi pare evidente che questa iniziativa del Governo mostri dei grandi limiti nella sua attuazione.

Non è un caso se nel dibattito politico si sia iniziato a discutere della gratuità dei tamponi, quantomeno in favore dei meno abbienti. Perché altrimenti è chiaro che un lavoratore non vaccinato sarà indotto a vaccinarsi sulla base della propria situazione reddituale, rappresentando così una discriminazione di carattere economico e sociale.

Non è nemmeno un caso se i virologi mainstream abbiano recentemente dichiarato: “Bisognerebbe fissare un obiettivo, l’85-88% di vaccinati e poi vediamo se togliere il Green pass…” (Dott. Crisanti); “il Green pass non ha più alcun senso…” (Dott. Bassetti). Dichiarazioni sorprendenti rispetto al mood recente.

Che fare? A mio parere, se i dati della CGIA fossero reali (non ho elementi per smentirli), per evitare il caos il GP andrebbe come minimo sospeso immediatamente.

In questi giorni i colleghi del Senato in collaborazione con la Camera stanno lavorando alacremente per rivedere il testo del decreto, confido nel loro lavoro. Il Governo deve prendere in seria considerazione tutte quelle proposte ragionevoli che nei prossimi giorni andranno al voto nelle Commissioni di riferimento.

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Post scriptum

Per i pro-vax: non sono no-vax, ne è la prova che la persona alla quale tengo più in assoluto (mia madre) l’ho incoraggiata nel valutare l’opportunità di vaccinarsi fin dal primo giorno utile, nonostante le sue legittime preoccupazioni, e oggi sono fiero di averlo fatto.

Per i no-vax: non sono un sostenitore di nessuna dittatura sanitaria. Credo semplicemente che il vaccino sia una scienza che compete agli esperti e per questo mi chiamo fuori, ma nel contempo non credo sia una religione.