Quest’anno a Italia 5 Stelle si parlerà anche di lavoro, di pensioni, di welfare.

Ci sarò anche io. Sabato 23 settembre con un breve intervento dal palco centrale e domenica 24 settembre con una bella agorà insieme a tutti gli attivisti e i cittadini che vorranno fare proposte.
A seguire troverete il testo del mio intervento, il video del mio discorso e il video di tutta l’agorà.

Non mancate!


Il lavoro riguarda tutti noi. Chi sta cercando lavoro e non lo trova, chi ce l’ha e teme di perderlo, oppure chi non riesce a liberarsene a causa di una legge pensionistica che lo costringe a lavorare fino alla morte.

Oggi l’Italia si trova in una situazione a dir poco tragica. Il tasso di disoccupazione reale (disoccupati + inattivi + sottoccupati) è ormai sopra il 30%. Si tratta del più alto d’Europa, persino peggio di Paesi come Spagna e Grecia.

Il precariato, insieme al tasso di disoccupazione, è l’unica cosa che cresce in Italia, basti pensare che “tre quarti” dei nuovi occupati nell’ultimo anno sono stati assunti con contratti a termine.

Per non parlare del numero di occupati che è ancora inferiore rispetto ai livelli del 2008. Questi sono i numeri reali che decretano il fallimento del Jobs Act e l’immobilismo del nostro Paese che è fermo da 10 anni.

Hanno voluto farci credere che si crea lavoro con le politiche degli incentivi.  Nulla di più falso. Sono stati spesi circa 20 miliardi di euro per incentivare il contratto a tutele crescenti, risultato? Praticamente nullo.

Il lavoro si crea con gli investimenti pubblici intelligenti che, guarda caso, tra il 2015 e il 2016 nel nostro Paese sono calati del 16% (11 miliardi di euro in meno).

Gli investimenti intelligenti da fare sono svariati: la manutenzione del territorio, la sicurezza idrogeologica, le bonifiche, il trasporto ferroviario regionale, la ricerca pubblica e privata, l’innovazione e industria 4.0, la riconversione verde dell’economia.

Dal punto di vista occupazionale, i numeri sono importanti. Pensate che per ogni miliardo investito in efficienza energetica degli edifici si creano dai 15 ai 18 mila posti di lavoro (dati Cresme), 8 mila nell’agricoltura biologica, 7 mila nel dissesto idrogeologico e così via. Mentre per ogni miliardo investito nel fossile si producono solamente 500 posti di lavoro generando enormi danni ambientali e sociali.

La Commissione Lavoro nei mesi scorsi si è impegnata in una importante ricerca su come evolverà il lavoro nel prossimo decennio. Si tratta di “Lavoro2025”, uno studio predittivo e interdisciplinare unico nel suo genere, che ha coinvolto un panel di esperti di levatissima caratura e che ha prodotto risultati sorprendenti sotto il coordinamento del Professore Domenico De Masi.

Questo per dimostrare che la politica alla Cetto La Qualunque, deve lasciare spazio alla politica di metodo e con metodo.

Ovvero quella dello studio scientifico, dell’approfondimento dei temi in modo tale da prevedere gli scenari futuri per poter poi programmare.

Con la valorosa collega Tiziana Ciprini, promotrice con me di Lavoro2025, stiamo diffondendo questo lavoro in tutta Italia con incredibili riscontri in termini di partecipazione. Perché non si parla di solo lavoro, in quanto le variabili che intervengono sono molteplici. Pensiamo alla variabile demografica, i mercati, la globalizzazione, la variabile tecnologica e quant’altro. Anche in questo caso siamo stati dei precursori. Quando parlavamo di robotica, intelligenza artificiale, automazione e le possibili conseguenze occupazionali ci prendevano per dei pazzi visionari, ora il tema è sulla bocca di tutti. Un po’ com’è accaduto con la proposta di reddito di cittadinanza.

Si dice che Renzi abbia fatto vincere le elezioni europee con la finta mancetta degli 80 euro, il MoVimento 5 Stelle vuole governare con la concretezza di chi ha un progetto in testa che non guarda alla scadenza della legislatura ma alle future generazioni.


Il mio intervento dal palco centrale di Rimini.


L’agorà sul lavoro di domenica 24 settembre 2017.