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Venerdì scorso ho depositato un’interrogazione rivolta al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dello sviluppo economico e al Ministro della giustizia a riguardo dell’emergenza suicidi e tentati suicidi causati da forme di abusi di carattere imprenditoriale, economico e sociale.

Secondo alcuni studi nel 2013 i suicidi per motivazioni di carattere economico sono stati 149, mentre nel 2012 sono stati 89, con un incremento del 67%!

Ulteriore dato allarmante è quello relativo alla crescita dei tentati suicidi per motivi economici: 48 nel 2012, 86 nel 2013, 25 nel primo trimestre del 2014, tutto ciò mentre ad oggi lo Stato italiano non ha introdotto strumenti di tutela di carattere universale, quali ad esempio il reddito di cittadinanza.

Poi ci sono i casi come quello del polo logistico di Nola e lo stabilimento di Pomigliano d’Arco dove, da alcuni anni, si registra un tasso di suicidi o tentati suicidi estremamente elevato in qualche modo riconducibili alla vergognosa gestione dirigenziale della FIAT.

E’ necessario puntare il faro su questo fenomeno sociale ed impedire la continua violazione dei diritti costituzionalmente garantiti riconoscendo, nel bilanciamento di interessi e valori, prioritario quello della tutela della dignità umana e del lavoro rispetto alla libera iniziativa economica.

Per far si che la presente interrogazione non cada nel vuoto, vi chiedo di condividerla sui vostri profili e di chiedere ai vostri contatti di fare la stessa cosa, nella speranza che in futuro ci sia una immediata inversione di tendenza perché si lavora per vivere, non si vive per il lavoro né tantomeno si deve morire!