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La nascita dell’esecutivo Draghi coincide con la fine dell’esperienza di governo di Giuseppe Conte, con il quale ho avuto l’onore di collaborare durante il primo esecutivo al Ministero del Lavoro.

Conte ha mostrato all’Italia e al mondo il concetto di onestà, di dedizione e di garbo. Non è un caso che i suoi saluti a Palazzo Chigi abbiano generato un’ovazione da parte dei dipendenti e collaboratori e un record mondiale per interazioni su Facebook. Non posso far altro che rendere omaggio al suo operato, nella speranza che – nonostante i tradimenti a discapito suo e soprattutto del Paese – mantenga la voglia di mettersi a disposizione, anche in altre forme, per il bene dell’Italia.

Ora il nostro ruolo sarà quello di difendere tutto ciò di buono fatto in questa legislatura fino ad oggi e di indirizzare l’esecutivo affinché colga l’occasione del Recovery Fund per rivoluzionare il Paese mettendo al centro le politiche di riconversione ecologica. E nel caso il neo presidente Draghi dovesse disattendere le aspettative, in coerenza con il voto degli iscritti su Rousseau, dovremo rimettere tutto in discussione a partire dall’appartenenza a questo Governo.

(Commento pubblicato da La Voce del Popolo, 18 febbraio 2021, p.7)