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Giorgio Gori, l’ultimo stadio della berlusconizzazione del PD


Indossare una maschera per vent’anni non è semplice
. Lo sanno bene gli uomini del centrosinistra che da tempo, dopo aver finto di voler combattere Silvio Berlusconi, fanno quotidianamente a gara per riabilitarlo e rendercelo simpatico.

L’esempio più eclatante di questa metamorfosi si chiama Giorgio Gori, il sindaco di Bergamo candidato per il PD alla presidenza della Lombardia.

“Chissà che dopo Formigoni e Maroni non si riesca finalmente a cambiare”, penseranno in molti. Giusto. Infatti per connotarsi come vera alternativa alla Lega e a Forza Italia che governano da oltre due decenni, Gori ha pensato bene di mettere le cose in chiaro: si è presentato negli studi della trasmissione “Siamo Italiani” e ha detto tutto ciò che pensa.

Innanzitutto ha ricordato di essere stato a lungo un uomo della Tv commerciale. Si è vantato di essere stato direttore di Canale 5 e di avere assistito in quegli anni alla discesa in campo di Berlusconi. Quindi ha descritto Berlusconi come “un grande editore” e “un grande capo”, ammettendo di avere perfino “nostalgia” di quell’epoca. Alla fine, tutto ciò che ha saputo rimproverare a Berlusconi è stato di… aver promesso di rendere più dinamico il Paese e di non esserci riuscito! Che dire… davvero l’esempio dell’uomo di alternativa!

Probabilmente dagli studi di Mediaset, dove ha lavorato per anni, a Gori devono essere sfuggiti i legami tra Forza Italia e la criminalità organizzata, il ruolo di Marcello Dell’Utri, il caso dello stalliere di Berlusconi Vittorio Mangano, le accuse di corruzione dei giudici, i processi finiti in prescrizione, le leggi ad personam, le guerre contro la magistratura. Per Gori Berlusconi è stato semplicemente “un grande editore, un grande capo”, nonché il protagonista di una “stagione che ha cambiato l’Italia”.

Che il centrosinistra e il Partito Democratico siano ormai più a destra di Berlusconi e di Forza Italia lo sappiamo. Con l’abolizione dell’articolo 18, il Jobs Act e il tentativo di riforma costituzionale in senso sempre più antidemocratico, il PD è arrivato dove Berlusconi non era mai riuscito. In fondo lo stesso Berlusconi non ebbe tutti i torti quel giorno in cui, lucidamente, fece gli auguri a Matteo Renzi e al Partito Democratico dichiarando: “Portano avanti le nostre idee, esattamente le nostre idee”.

Guarda il clip con le dichiarazioni di Giorgio Gori a “Intelligo Tv”.

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