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L’Italia dovrebbe seguire a ruota, anche perché già oggi un lavoratore italiano nell’arco di un anno presta il proprio tempo sul luogo di lavoro per circa 350 ore in più rispetto a un lavoratore tedesco.



GERMANIA, LAVORARE 4 GIORNI A SETTIMANA PER SALVARE MIGLIAIA DI POSTI DI LAVORO
Dal Blog di Beppe Grillo (21 agosto 2020)

Settimana lavorativa di 4 giorni. Ne abbiamo parlato spesso sul nostro blog, dapprima su come un’azienda di marketing britannica abbia sperimentato con grande successo l’adozione della settimana lavorativa di 4 giorni. Abbiamo anche evidenziato più volte di come la giornata lavorativa “classica”, dalle 9 alle 5, non sia né salutare né ottimale per l’individuo. Fino al vero e proprio Movimento di Andrew Barnes della Perpetual Guardian fatto in Nuova Zelanda.

E così, dopo l’interesse alla riduzione di orario lavorativo di moltissimi paesi come Giappone, Corea, Francia e Gran Bretagna, all’elenco si aggiunge la Germania.

Il più grande sindacato tedesco IG Metall ha proposto una settimana lavorativa di 4 giorni. Una proposta per sopravvivere ai tagli post Covid ma soprattutto una risposta alla crisi nel settore automobilistico.

I colossi automobilistici tedeschi, che secondo i dati dell’agenzia federale del lavoro, solo in Germania hanno 830mila dipendenti e da soli rappresentano almeno il 5% del Pil tedesco, stanno subendo una profonda trasformazione verso la mobilità elettrica, stimolata dalle preoccupazioni per il Covid, per i cambiamenti climatici e dall’aumento dell’automazione e della digitalizzazione.

Al momento in Germania sono già diverse le aziende che hanno siglato accordi per ridurre l’orario di lavoro. C’è la Daimler insieme alla Bosch e prossimamente potrebbero unirsi anche Continental e Airbus. La Daimler per ora ridurrà di 2 ore l’orario di lavoro settimanale nell’amministrazione e nelle aree legate alla produzione da ottobre in poi, senza compensazione salariale. La Bosch invece entro la fine dell’anno ridurrà del 10% le ore lavorative dei dipendenti addetti allo sviluppo, alla ricerca, alle vendite e all’amministrazione in alcune sedi nell’area di Stoccarda, che coinvolge circa 35.000 dipendenti.

La settimana lavorativa più breve sarebbe “la risposta ai cambiamenti strutturali in settori come l’industria automobilistica”, ha detto il presidente del sindacato Jörg Hoffman al quotidiano nazionale tedesco Süddeutsche Zeitung. “Con questo, i posti di lavoro nel settore possono essere mantenuti invece di essere cancellati”, ha aggiunto Hoffman.

La base della trattativa del sindacato IG Metall, è l’accordo firmato dalla Volkswagen all’inizio nel 1994 (e abolito dopo pochi anni), da cui Jörg Hofmann ha preso spunto: una settimana di 4 giorni per salvare 30mila posti di lavoro!