In settimana a Ginevra ho avuto un’occasione unica di intervenire al Centenario dell’Organizzazione Internazionale del lavoro (Nazioni Unite). Avevo un discorso preparato, ma alla fine ho deciso di intervenire a braccio, o meglio, con la testa e il cuore, raccontando i provvedimenti importanti già realizzati dal Governo del cambiamento volti a rimettere al centro il cittadino.

Compiendo uno sforzo di visione, ho suggerito delle politiche comuni molto ambiziose, come quella dell’Istituzione di un reddito minimo universale e incondizionato. Strumento sociale fondamentale per affrontare al meglio le sfide del futuro del lavoro, fortemente condizionato dalle rivoluzioni tecnologiche e digitali già in atto.

Ve lo ripropongo! 



“Buon pomeriggio a tutti e Vi ringrazio.

Sono onorato di portare il contributo italiano a questo importantissimo dibattito. Il tema centrale delle “futuro del lavoro” non può che passare attraverso le tutele, la dignità del lavoro, perché le trasformazioni in atto di questa rivoluzione tecnologica, di questa rivoluzione digitale, porteranno – e stanno già portando – a un incremento esponenziale della produttività.

Incrementare la produttività vuol dire incrementare la ricchezza globale, e questo è un fattore decisamente positivo. Positivo nella misura in cui questa ricchezza viene distribuita.

Oggi ci troviamo nell’era dell’abbondanza, ma nell’era dell’abbondanza mal distribuita. Il Rapporto Oxfam, che misura le disuguaglianze nel mondo, ci dice ogni anno che questo pianeta è sempre più diseguale. Chi abita questo pianeta vive condizioni di sempre maggiore disparità.

Io non voglio più sentire nel futuro un Rapporto Oxfam che ci dice che le otto persone più ricche al mondo hanno l’equivalente della ricchezza della metà della popolazione mondiale più povera. Quindi il Governo italiano sostiene fortemente la Dichiarazione del Centenario dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro e riafferma l’importanza del tripartitismo, che è valore fondativo dell’Oil.

Le misure del Governo italiano che si stanno portando avanti sono, riteniamo, rispondenti a quelle che sono le Raccomandazioni sul Futuro del Lavoro dell’Oil. Ci stiamo occupando del contrasto al lavoro precario con una revisione dei contratti a termine. Quindi stiamo incoraggiando il lavoro di tipo stabile, con dei risultati molto buoni. Stiamo cercando di introdurre le tutele per i lavoratori della cosiddetta “gig economy“, delle piattaforme digitali, introducendo delle protezioni sociali sulla salute e sulla sicurezza del lavoro. Abbiamo introdotto – l’Italia era uno dei pochi paesi in Europa ancora non fornito di questa protezione sociale – il reddito minimo garantito, che si rivolge a una platea di 5 milioni di persone in povertà assoluta.

E in un’era dell’abbondanza come questa, dove si può produrre benessere, dobbiamo cominciare a ragionare anche in ottica di reddito universale incondizionato. Alcuni paesi lo stanno sperimentando, ma è giusto che i paesi più forti economicamente, più industrializzati, che hanno magari anche il potenziale per avviare queste sperimentazioni, lo facciano, e che anche grazie a un’Organizzazione come questa si possa dare delle spinte, diciamo politiche, in questo senso.

Tra i temi importanti, sicuramente l’investimento nelle Politiche attive, cioè per portare la persona al centro. Quindi vuol dire: più formazione e formazione durante tutta la vita, perché il lavoro, come non mai, si evolve alla velocità della luce, proprio a causa di queste trasformazioni tecnologiche.

Inoltre stiamo portando avanti l’introduzione salario minimo orario, ovviamente nel rispetto della contrattazione collettiva dei sindacati che è centrale e che deve coprire tutti i settori. Il salario minimo orario è fondamentale per contrastare il cosiddetto fenomeno dei “working poors“, dei lavoratori poveri. In Italia abbiamo circa 3 milioni di lavoratori che lavorano con un reddito orario di meno di 9 euro lordi all’ora.

Altro tema importante nell’agenda del Governo italiano è il contrasto allo sfruttamento del lavoro, allo sfruttamento del lavoro irregolare, e con un coordinamento di tante istituzioni e delle Forze dell’ordine si stanno anche ottenendo dei risultati importanti.

Dunque l’azione del Governo italiano continuerà nella direzione di accrescere i diritti e le tutele, per esempio rafforzando anche gli interventi a favore delle famiglie, per dare alle donne maggiori opportunità di lavoro e di carriera.

In questa occasione voglio esprimere anche un grande plauso e sostegno del Governo italiano per l’accordo raggiunto sulla Convenzione concernente l’eliminazione della violenza e delle molestie nel mondo del lavoro. L’Italia ha appoggiato e sostenuto l’iniziativa sin dall’inizio della discussione del 2015 e aspetta con ansia che venga approvata venerdì.

Qui concludo. Il Governo italiano auspica infine che l’OIL, sulla base del suo mandato costituzionale, assuma sempre più un ruolo di paternariato e di leadership nel sistema multilaterale, rafforzando la cooperazione e sviluppando accordi istituzionali con altre organizzazioni internazionali, con l’obiettivo di realizzare politiche commerciali, finanziarie, economiche e sociali coerenti, in grado di garantire fino in fondo uno sviluppo sostenibile e un futuro del lavoro incentrato sulla persona.

E Vi ringrazio.



Il video del mio intervento all’OIL (Ginevra, 18 giugno 2019, palazzo delle Nazioni Unite)

 


La foto di gruppo insieme ai rappresentanti dei Paesi fondatori dell’OIL, agenzia delle Nazioni Unite nata nel 1919