L’acqua è una risorsa che produce redditi elevati che finiscono nelle mani sbagliate. Soldi dei cittadini che vogliamo ritornino al Paese con degli investimenti volti ad ammodernare le reti e a tutelare la salute e il nostro bene comune. Da questo principio muove la proposta di legge del Movimento 5 Stelle per la gestione pubblica del ciclo integrale delle acque.

Alcuni numeri fanno luce sull’importanza del provvedimento, eccoli:

  •  2 miliardi e 983 milioni sono i dividendi che i quattro principali gestori in Italia si sono spartiti dal 2010 al 2016, ma è anche la spesa che consentirebbe di sostituire 19.886 km di tubi di amianto;
  •  Dal 2010 in sei anni gli investimenti nella rete idrica sono calati del 18% e con essi gli sforzi per la lotta agli sprechi. In Italia in media il 40% dell’acqua non arriva a destinazione (60% in alcune regioni del Centro-Sud);
  • Risanare le reti consentirebbe di ridurre le bollette anche fino al 30%;
  • La gestione privata del servizio fa lievitare i costi: le bollette nel comune di Arezzo, tra il 1999 e il 2016, con “Nuove Acque”, sono aumentate del 300% e a Frosinone, tra il 2007 e il 2017, con “Acea”, del 154%;
  • Tre italiani su quattro pagano per un servizio gestito da privati che in quanto tale può essere venduto;
  • Le forme private esistenti sono per il 17% società quotate, 12% società miste, 2% a terzi, 48% società in house;
  • Consumiamo oltre 200 litri l’anno di acqua in bottiglia a testa per un totale di circa 14-16 miliardi di litri che generano profitti da capo giro su cui lo Stato incassa di concessione poco o niente;
  • Sono 7 miliardi le bottiglie di plastica prodotte In Italia, ciascuna di esse dalla produzione allo smaltimento emette tanta CO2 quanta una macchina in un chilometro;
  • Il mondo mette al centro i cittadini. Negli ultimi 15 anni i passaggi al pubblico sono stati 235 in 37 Paesi del mondo, 130 dei quali in Europa;
  • La gestione pubblica ha abbassato del 17% in pochi anni le bollette a Berlino e a Parigi dell’8% in un anno quando le multinazionali le avevano fatte salire del 174%.

Se sei arrivato fin qui vuol dire che anche tu come noi hai voglia di prenderti cura di un bene che ci accomuna. Se sei anche iscritto a Rousseau da almeno sei mesi, tra le 10.00 e le 19.00 di domani, martedì 26 febbraio, avrai la possibilità di votare ben 23 proposte di legge sul tema dell’Acqua. Potrai esprimere due preferenze. Coraggio! Porteremo in Parlamento le due proposte più votate.



La proposta di legge per l’acqua pubblica depositata alla Camera