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Dopo un intenso lavoro, il Governo ha varato il Decreto “Cura Italia” che sblocca immediatamente tutti i 25 miliardi di euro già autorizzati dal Parlamento e che complessivamente avranno la capacità di mobilitare investimenti per 340 miliardi di euro. È la prima risposta per fronteggiare gli effetti dell’emergenza Coronavirus.

Queste le misure principali a difesa del sistema sanitario, dei lavoratori, delle imprese, dei professionisti e delle famiglie.

MISURE PER I LAVORATORI

Ben 10 miliardi sul piatto soltanto per il “pacchetto lavoro“.

  • Cassa integrazione per 9 settimane per tutti i dipendenti
  • 1,3 miliardi per incrementare il Fondo integrativo salariale (FIS)
  • 3,3 miliardi per garantire l’estensione della cassa in deroga a tutti i settori attualmente non coperti
  • Oltre 300 milioni per trasformare in ordinaria la cassa straordinaria (bisognerà usare la causale “emergenza Covid-19”)
  • Cassa in deroga estesa anche alle micro-imprese con meno di 5 dipendenti (dunque anche con uno solo)
  • Smart working potenziato, anche nella P.A
  • Premio di 100 euro per i dipendenti che, nonostante l’emergenza, devono continuare a lavorare in sede
  • Per marzo e per aprile, i giorni di permesso secondo la Legge 104 salgono a 12 giorni
  • Stop alle procedure di licenziamento avviate dal 23 febbraio in poi

MISURE PER AUTONOMI E IMPRESE

Più di 3 miliardi di euro per sostenere lavoratori autonomi e imprese.

  • Fino al 31 maggio, sospensione e rinvio dei versamenti dell’Iva, dei contributi e delle ritenute fiscali: una boccata di ossigeno vitale per le realtà che patiranno un calo del fatturato
  • Sospensione delle rate dei mutui e dei prestiti bancari tramite fondi e garanzie pubbliche
  • 1 miliardo di euro in più al Fondo di garanzia per garantire liquidità alle PMI
  • Rate di cartelle, saldo e stralcio e rottamazione-ter: sospesi i termini
  • Indennità una tantum di 600 euro per i lavoratori autonomi (estesa a collaboratori, stagionali, lavoratori del turismo e delle terme, dell’agricoltura e dello spettacolo)
  • Per negozi e botteghe, credito d’imposta del 60% sull’affitto per il mese di marzo
  • Fondo da 300 milioni di euro per chi ha dovuto interrompere o ridurre l’attività
  • 50 milioni di euro a Invitalia per coprire al 100% l’acquisto di Dpi e altri strumenti da parte delle aziende (bando “Impresa sicura“); credito di imposta al 50% anche per i professionisti che devono fare operazioni di sanificazione.

MISURE PER LA SANITÀ

Garantiamo il massimo sostegno a chi si sta prendendo cura dei cittadini.

  • 3,5 miliardi di euro per dare energia al comparto sanitario, con 2 miliardi di euro alla Protezione Civile per l’acquisto di materiale sanitario
  • Su base regionale, 50% di posti letto in più nelle terapie intensive e 100% di posti letto in più nei reparti di rianimazione e malattie infettive
  • Subito assunzioni di personale medico e sanitario
  • Per le strutture private non convenzionate, obbligo di a mettere a disposizione il proprio personale, i locali e tutti gli strumenti necessari
  • Agevolazioni e finanziamenti a fondo perduto alle aziende produttrici di guanti e mascherine
  • 3 milioni di euro destinati dal MoVimento 5 Stelle alla Protezione Civile grazie al taglio degli stipendi dei parlamentari.

MISURE PER LE FAMIGLIE

  • Sospensione fino a 18 mesi delle rate del muto sulla prima casa per i cassaintegrati e le famiglie che hanno perso il lavoro
  • 1,2 miliardi di euro per garantire ai genitori lavoratori con figli fino a 12 anni un congedo parentale fino a 15 giorni aggiuntivi (nessun limite in caso di disabilità): indennità estesa anche ai genitori lavoratori autonomi
  • Voucher baby sitter da 600 euro per le famiglie con figli fino a 12 anni (1000 euro per medici, infermieri, tecnici sanitari e ricercatori) in alternativa al congedo parentale
  • Moratoria degli obblighi per chi ricevere il Reddito di Cittadinanza e altri sussidi di disoccupazione

Queste sono solo le prime misure di marzo. Altre ne seguiranno nel decreto di aprile. C’è ancora molto da fare, ma uniti ce la faremo, e proprio nella difficoltà stiamo dimostrando di essere un Paese modello.