Siamo sempre stati consapevoli delle grandi opportunità che l’innovazione tecnologica e digitale offre alle nostre realtà produttive. Il nostro desiderio di governare la Quarta Rivoluzione industriale è nato infatti ben prima di andare al Governo, ma adesso lo stiamo concretizzando, con un’attenzione speciale soprattutto alle piccole e medie imprese. Ecco come!

A livello strategico, in tema di Blockchain e Intelligenza Artificiale il nostro Luigi di Maio ha portato l’Italia fuori dall’isolamento firmando l’adesione alla Partnership Europea sulla Blockchain (tecnologia importante, per esempio, nel contrasto alla contraffazione) e avviando lo studio e la sperimentazione italiana con un budget triennale di 45 milioni. Grazie a noi l’Italia ha appena ottenuto la Presidenza annuale della Partnership insieme a Svezia e Repubblica Ceca: un’occasione per valorizzare il nostro contributo alla collaborazione europea e per meglio avanzare delle nuove iniziative. 

Di più imminente realizzazione è la trasformazione digitale delle PMI e delle reti d’impresa. Questa non può che partire dal know-how delle persone all’interno dell’azienda, presto finanziato dai voucher per l’innovation manager: uno strumento dalla dotazione di 75 milioni di euro in tre anni.

Per le PMI che volessero crescere nell’innovazione si è pensato anche di agevolare l’accesso al credito mediante la partecipazione al loro capitale di rischio con un fondo di venture capital gestito da Invitalia, con una dotazione pari a 90 milioni di euro in tre anni.

A investimenti fatti entrano in gioco le agevolazioni fiscali – altra leva per promuovere l’innovazione – di start up e PMI. Premiamo gli investimenti in ricerca e sviluppo, il lavoro qualificato dei giovani e le loro invenzioni con detrazioni Irpef fino a 300 mila euro l’anno e con deduzioni Ires fino a circa 130 mila euro l’anno.

Proprio per aiutare le PMI abbiamo prorogato il superammortamento al 130%, per investimenti massimi fino a 2,5 milioni di euro. Abbiamo creato anche una nuova forma societaria, la Società di Investimento Semplice, in grado di favorire la raccolta di capitali per fondi di venture capital: le SIS potranno investire solo in PMI non quotate in fase di start-up.

Da ciascuna di queste iniziative emerge il carattere del nostro Governo. Abbiamo il controllo dei processi che stanno dettano la direzione verso cui va il mondo. Siamo orientati al futuro, ma presenti nella quotidianità delle nostre imprese chiamate ad affrontare le sfide del nuovo Millennio con adeguate competenze, nuove strumentazioni e uno Stato amico che non le lasci più da sole.