Tavernola Bergamasca è uno dei tanti paesi italiani che convivono con un cementificio, ma è anche uno dei molti paesi in cui i proprietari dell’impianto vorrebbero proseguire l’attività incenerendo sostanze derivanti dai rifiuti (Css).

Lo stabilimento di Tavernola non è mai stato autorizzato all’utilizzo di questo genere di combustibile, ed è per questo che la preoccupazione dei cittadini e degli amministratori è diffusa: quali saranno gli impatti sull’ambiente? Quali sulla salute?

Se l’attenzione alle ricadute ambientali e sanitarie dovrebbe essere massima, anche in questo caso purtroppo la legge non aiuta. Al contrario ci complica la situazione, tanto che per alcuni, secondo questa stessa legge, l’uso dei Css dovrebbe far scattare una Valutazione di Impatto Ambientale (quindi verifiche più stringenti e restrittive per l’azienda), per altri no.

Nel corso della scorsa Legislatura mi ero mosso personalmente chiedendo, attraverso un’interpellanza, di risolvere questo stallo rendendo la legge chiara e inequivocabile. Un obiettivo che mi sta cuore anche ora che siamo al Governo. Di questo ne abbiamo parlato anche domenica in occasione della graziosa “Sagra della Sardina” che caratterizza il piccolo paese rivierasco. In settimana Dino Alberti, consigliere M5S in Regione Lombardia, ha fatto il punto sui problemi insieme al ministro Sergio Costa.

La risoluzione di questo problema “tecnico” non cancella però la questione “politica”: bisogna far sì che il nostro meraviglioso lago intraprenda un cammino reale verso un’economia sana, con un turismo sano e un commercio che funziona. A conti fatti, del resto, la questione occupazionale è un falso ostacolo: usando l’intelligenza, facendo rete e sfruttando le grandi occasioni offerte dalla nuova economia, la ricollocazione dei circa trenta lavoratori che tra pochi anni rimarranno nello stabilimento (su circa settanta, molti andranno in pensione a breve) è tutt’altro che un problema, ma addirittura una grande opportunità.


TeleBoario, servizio di lunedì 16 luglio 2018