Il referendum sul cementificio di Tavernola si è concluso con un risultato chiaro: l’89% dei cittadini votanti chiede la dismissione o la riconversione dell’impianto.

E’ una storia lunga quella dello stabilimento appena acquisito da Italcementi. Una storia iniziata nel lontano 1902 e proseguita per tutto il Novecento, fino ai recenti tentativi da parte della proprietà di utilizzare combustibili derivanti da rifiuti (CSS) al posto del carbone coke.

Che il Lago d’Iseo non sia più un’area depressa ma una perla che potrebbe trarre enormi vantaggi economici da una corretta valorizzazione ambientale e turistica i cittadini lo sanno bene, tanto è vero che già nel 2007, durante una precedente consultazione, l’82% dei tavernolesi votanti disse no all’uso dei cosiddetti “combustibili alternativi”. Ieri invece hanno chiesto di voltare pagina definitivamente.

Alle urne si sono recati 985 cittadini su 1872, cioè il 52,6% degli aventi diritto. Tra questi si contano 159 italiani iscritti all’Anagrafe dei residenti all’estero, persone che non si sono presentate al voto ma che hanno inciso parecchio sulla percentuale dei votanti. Complessivamente quindi la partecipazione è stata rilevante, soprattutto se si considera che attualmente nel cementificio lavorano 72 persone e che in molti si interrogano sul futuro di questi lavoratori in caso di riconversione.

Il punto è proprio questo. La nuova era tecnologica offre enormi possibilità di occupazione e moltissime sarebbero le opportunità se l’Italia iniziasse a investire seriamente in turismo, mobilità dolce, energie rinnovabili, agricoltura sostenibile, miglioramenti del patrimonio immobiliare esistente, interventi contro il dissesto idrogeologico e di tutela dell’ambiente…

Il risultato di ieri ci dice che i cittadini più consapevoli tutto questo lo sanno. Sanno che all’estero questi processi sono in corso da anni con risultati straordinari e che le attività economiche dannose per la salute e l’ambiente hanno effetti negativi su tutto il lago riducendone le possibilità di sviluppo e occupazionali.

La battaglia è ancora lunga, ma per fortuna ci sono Amministrazioni comunali come quella di Tavernola desiderose di raccogliere questa sfida. Noi continueremo a stare al loro fianco e sono certo che molto presto le cose cambieranno.