L’acqua è un bene comune e in quanto tale non è oggetto di mercificazione”. Lo ha detto chiaramente il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa di fronte al Consiglio ambientale dell’Unione Europea. Precisando: “Bisogna favorire il percorso pubblico e partecipativo dell’acqua”.

Promesse? No, fatti. La nostra battaglia risale infatti alle origini del MoVimento 5 Stelle e dei movimenti per l’acqua pubblica. Il referendum 2011, che ha portato 26 milioni di cittadini ad esprimersi contro la privatizzazione del servizio idrico, ha potuto contare sul nostro forte contributo. Per tutta la XVII Legislatura abbiamo preteso che l’esito di quel referendum venisse rispettato. Non dimentichiamo che il rispetto del voto del 2011 è ben esplicitato nel “Contratto di Governo”.

Per farla breve, non cambieremo idea proprio ora che siamo forza di Governo: il progetto di legge sull’acqua pubblica e partecipata è già depositato alla Camera grazie all’iniziativa di Federica Daga, prima firmataria, e dei deputati M5S.

Non vogliamo una “riforma”, ma una rivoluzione. Tra gli obiettivi della proposta di legge abbiamo infatti:

  • garantire a tutti il diritto universale di accesso all’acqua;
  • mettere la parola fine all’accaparramento selvaggio delle fonti idriche;
  • istituire un fondo per ripubblicizzare il servizio idrico integrato;
  • destinare risorse ingenti per l’ammodernamento e l’efficientamento delle reti;
  • introdurre strumenti di partecipazione che consentano ai cittadini di contribuire alla gestione del servizio idrico e che rendano l’acqua veramente “pubblica”;
  • sottrarre all’ARERA la competenza nella definizione delle tariffe e di tutto ciò che riguarda la gestione dell’acqua, che andrebbe riportata in capo al Ministero dell’Ambiente.

Nel referendum consultivo di ottobre sul servizio idrico bresciano il MoVimento farà sicuramente la sua parte sostenendo il Comitato Acqua Bene Comune, ma per impedire ulteriori assalti da parte di grandi multiutilities e potenti multinazionali serve appunto una rivoluzione. Occorre che l’acqua torni a essere un bene comune e che la volontà dei cittadini venga rispettata. Finalmente abbiamo una proposta di legge che va nella direzione giusta.