Non è casuale che ieri, durante la tavola rotonda che si è svolta alla Camera, il Presidente Roberto Fico abbia sottolineato il caso di Brescia: la nostra Provincia è infatti l’emblema della spinta verso la privatizzazione del servizio idrico: per questo va ribadito che se sul piano nazionale lavoreremo a testa bassa affinché l’esito del referendum 2011 venga rispettato, con la stessa determinazione sosterremo la campagna referendaria promossa dal Comitato Referendario Acqua Pubblica.

Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha ragione nel dire che il diritto di accesso all’acqua è un diritto inalienabile e che “è doveroso che intervenga l’Unione europea con una direttiva ad hoc”, ma sull’impegno del Governo del Cambiamento le sue parole non potevano essere più chiare: “Il Ministero farà in fondo la sua parte per agevolare il processo a favore della gestione pubblica dell’acqua, sulla quale non è possibile fare profitti“.

Città come Roma e Torino sono già al lavoro per garantire l’acqua pubblica, ma sono centinaia in tutto il mondo le esperienze virtuose che insegnano che l’acqua può essere davvero un bene comune, gestito in modo trasparente e partecipato, senza profitti per privati e multinazionali. E’ ciò che dimostreremo ai Bresciani durante la campagna referendaria ed è ciò a cui lavoreremo sul piano nazionale concretizzando il primo punto del Contratto di Governo.

Mi fa piacere che il tentativo di Forza Italia di far slittare la consultazione sia saltato, ma finché non ci sarà l’indizione ufficiale resteremo in allerta. Il referendum consultivo s’ha da fare: chi ha rispetto dei cittadini e della democrazia si astenga da ogni ulteriore azione di ostruzionismo!