È dal 2014, dalla Legge delega sul Lavoro, che provo a spiegare in tutte le lingue del mondo che l’accorpamento dei corpi ispettivi con il conseguente ruolo a esaurimento degli ispettori Inps e Inail è una follia.

Lo abbiamo dimostrato con i numeri, lo abbiamo dimostrato con la sostanza di chi lavora sul campo tutti i giorni.

Inutile ripeterci per l’ennesima volta che non potrà mai esistere un unico ispettore espertissimo di sicurezza sul lavoro, di evasione ed elusione contributiva e che nel contempo debba sapere tutto di violazioni delle norme che regolano i rapporti di lavoro.

Inutile ripeterci che giorno dopo giorno stiamo perdendo il patrimonio esperienziale, di conoscenza e di tecnica dei singoli corpi ispettivi.

Inutile ripeterci che in gioco ci sono decine e decine di miliardi di euro di evasione contributiva all’anno, la sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro, le truffe ai danni dello Stato e i diritti e le tutele di milioni di lavoratori e delle imprese che operano nella legalità.

Qualche mese fa, durante il mandato da Sottosegretario al Ministero del Lavoro e dopo vari tentativi, ero riuscito nell’impresa di mettere al tavolo il Ministero, l’Ispettorato Nazionale del lavoro, l’Inail e l’Inps e sembrava ormai esser giunti alla soluzione. Poi, come una maledizione, la crisi di Governo e la fine del Conte I.

L’impressione è che si sia tornati da punto a capo. Spero di sbagliarmi. Anche perché abbiamo forze politiche sia di maggioranza, sia di opposizione, che in parlamento sembrano convergere sul punto (basta seguire le audizioni dell’indagine conoscitiva della collega Jessica Costanzo in Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati.

Abbiamo i presidenti e i direttori generali di Inps e Inail che con un grido di allarme non perdono occasione nel chiedere un intervento immediato. Abbiamo gli ispettori che ci raccontano delle difficoltà che quotidianamente affrontano ma che nonostante tutto, come dei Don Chisciotte più lesti, si ingegniano per portare a casa dei risultati. Per non parlare delle inchieste giornalistiche che ci hanno raccontato un contesto a dir poco inefficiente.

Ora mi trovo nella situazione imbarazzante di ripetere le stesse cose da cinque anni e nel frattempo sono passato da parlamentare di opposizione, a membro del Governo ed ora parlamentare di maggioranza senza aver visto nessun risultato, sebbene sembra che siamo quasi tutti d’accordo sulla direzione da prendere.

Quindi, questa partita va chiusa ora e definitivamente: non è davvero più possibile procrastinare!



Il mio intervento in Commissione durante l’audizione del presidente Inps Pasquale Tridico